Un presunto sistema fraudolento per favorire l’ingresso irregolare di lavoratori extracomunitari in Italia è stato scoperto a Sassari al termine di un’articolata attività investigativa condotta dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, in stretta collaborazione con i funzionari dello Sportello Unico Immigrazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Le indagini hanno preso avvio dall’analisi delle domande presentate tra il 2022 e il 2025 nell’ambito della programmazione dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari, gestite attraverso l’applicativo SPI 2.0 del Ministero dell’Interno – Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione. Si tratta dello strumento che consente ai datori di lavoro italiani di richiedere l’ingresso nel Paese di lavoratori extracomunitari da impiegare in attività stagionali o non stagionali.

Complessivamente sono state esaminate 3.372 istanze presentate a Sassari. Di queste, il 55% è stato rigettato dallo Sportello Unico Immigrazione: l’84% per mancanza dei requisiti richiesti e il 16% perché ritenute irregolari e successivamente revocate. Proprio su queste ultime si è concentrata l’attenzione degli investigatori.

Le verifiche, coordinate dalla Procura della Repubblica di Sassari, avrebbero permesso di accertare che 291 domande presentate nel capoluogo turritano e altre 965 inoltrate in diverse province italiane sarebbero state trasmesse in modo fraudolento. Secondo quanto emerso, gli indagati avrebbero utilizzato i dati di ignari imprenditori del territorio – titolari di aziende soprattutto nei settori agricolo, edile e ricettivo – per presentare richieste di ingresso di lavoratori stranieri.

L’obiettivo sarebbe stato quello di far entrare in Italia numerosi lavoratori provenienti soprattutto da Paesi dell’Asia meridionale e dell’Africa. Senza i controlli effettuati, le domande avrebbero potuto rientrare nelle quote disponibili previste dai decreti flussi, con il conseguente rilascio dei nulla osta all’ingresso. In questo modo, spiegano gli investigatori, sarebbero stati truffati anche gli stessi lavoratori stranieri, disposti a lasciare il proprio Paese alla ricerca di un impiego e di un alloggio che, una volta arrivati in Italia, non avrebbero trovato.

L’attività investigativa è stata condotta anche grazie alla collaborazione delle Stazioni dei Carabinieri, dove diversi imprenditori, accortisi di essere stati utilizzati a loro insaputa, si sono recati per presentare denuncia. Le indagini avrebbero così fatto emergere un sistema organizzato, con migliaia di documenti aziendali caricati sul portale nel tentativo di eludere i controlli. In uno dei casi analizzati, è stato inoltre accertato che parte della documentazione allegata alle domande sarebbe stata estratta da una banca dati utilizzando le credenziali informatiche di un imprenditore deceduto anni prima.

Al termine delle indagini 29 persone, tra cittadini italiani e stranieri, sono state segnalate all’Autorità giudiziaria. A vario titolo dovranno rispondere dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sostituzione di persona, uso di atti falsi e detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici.

Il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, attraverso i Nuclei Ispettorato del Lavoro e in collaborazione con gli Ispettorati Territoriali e l’Arma territoriale, prosegue intanto l’attività di controllo su scala nazionale per prevenire e contrastare i reati legati al lavoro, allo sfruttamento della manodopera e per garantire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.