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Prenderanno il via martedì 10 febbraio i lavori di ristrutturazione per l’adeguamento funzionale e impiantistico del Pronto soccorso dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, nell’ambito dei Piani di riorganizzazione della rete ospedaliera nazionale. Come viene sottolineato in una nota dalla stessa Aou sassarese, l’intervento si inserisce nel percorso di ammodernamento dell’ospedale e rappresenta un investimento strutturale per rafforzare sicurezza, percorsi e capacità di risposta dell’area di emergenza-urgenza, ma comporterà una significativa riduzione temporanea degli spazi operativi.
«È un investimento importante per la qualità delle cure e per la sicurezza di pazienti e operatori. Siamo consapevoli che nei prossimi mesi potranno verificarsi disagi legati alla riduzione temporanea degli spazi che comporterà una riorganizzazione funzionale delle aree residue, ma si tratta di un intervento necessario e migliorativo, che rafforzerà in modo strutturale la capacità di risposta del nostro Pronto soccorso – ha dichiarato Lucia Anna Mameli, direttrice sanitaria dell’Aou – L’Azienda ha predisposto un piano operativo per garantire la continuità assistenziale e ridurre al minimo l’impatto sull’utenza. In questa fase è indispensabile la collaborazione dei cittadini: il Pronto soccorso deve essere riservato alle situazioni di reale urgenza. Occorre rivolgersi in prima istanza ai servizi territoriali ed ai medici di medicina generale per le problematiche che non rivestono carattere d'urgenza».
Sulla stessa linea Paolo Pinna Parpaglia, direttore della Struttura complessa Medicina emergenza – urgenza: «Durante il periodo di ristrutturazione, gli spazi del Pronto soccorso saranno quasi dimezzati. Questo significa che la nostra organizzazione sarà orientata a garantire prioritariamente l’assistenza ai casi complessi ed alle vere emergenze ed urgenze non differibili. È fondamentale che la popolazione comprenda che un accesso non necessario sottrae spazio e risorse a chi rischia la vita. Venire in Pronto soccorso senza una reale urgenza, in particolare in questa fase, significa mettere il sistema nelle condizioni di non poter garantire l’assistenza a tutti. Dobbiamo essere molto chiari: sarà data priorità assoluta ai codici gravi. Chi si presenta senza un’effettiva necessità potrebbe dover attendere a lungo o, nei momenti di massima pressione, non trovare disponibilità immediata di accesso agli spazi. Il Pronto soccorso è e resta il luogo dell’emergenza-urgenza. Per problematiche non urgenti è necessario rivolgersi ai medici di medicina generale, alla continuità assistenziale e ai servizi territoriali. Solo così possiamo garantire cure adeguate ai pazienti che hanno reale bisogno».
I lavori riguarderanno in particolare la rimodulazione degli spazi della zona triage, con la realizzazione di un open space attrezzato che consentirà una configurazione più razionale dell’area di emergenza e la possibilità di suddividere il Pronto soccorso in due aree indipendenti in caso di epidemie o pandemie, come richiesto dalla normativa nazionale.
Il progetto prevede inoltre la riorganizzazione dei percorsi interni, la realizzazione di una seconda shock room (o sala rossa) ovvero un’area del Pronto soccorso caratterizzata da elevate tecnologia e personale specializzato, dedicate ai codici rossi per il trattamento immediato di pazienti in pericolo di vita. Inoltre, è in programma il rifacimento e l’ampliamento degli impianti di condizionamento, gas medicinali, elettrici e antincendio; il rinnovo di pavimenti, rivestimenti e controsoffitti; l’adeguamento alle più recenti normative tecniche, sanitarie e di sicurezza.
«L’intervento, dell’importo complessivo di 850 mila euro finanziati con fondi PNRR, rappresenta un passaggio fondamentale per l’adeguamento strutturale e impiantistico del Pronto soccorso agli standard più recenti in materia di sicurezza, comfort e gestione dei percorsi clinici – ha dichiara Roberto Manca, direttore della Struttura complessa Progettazione e innovazione tecnologica dell’Azienda - Siamo consapevoli che operare in un’area così delicata comporta delle criticità, ma ogni fase è stata pianificata con un costante coordinamento tecnico per limitare i disagi e garantire la piena operatività del servizio. L’obiettivo è consegnare alla comunità una struttura più moderna, sicura e pronta a gestire eventuali emergenze epidemiche».
«La pianificazione è stata condivisa dalla direzione aziendale con la direzione medica di presidio, il direttore del Pronto soccorso e i direttori delle strutture coinvolte nell’emergenza-urgenza, al fine di garantire la continuità assistenziale», ha sottolineato la direttrice sanitaria.
La durata prevista dei lavori è di 120 giorni, con conclusione stimata entro la fine di giugno 2026. Saranno interessati circa 700 metri quadrati, pari a circa un terzo dell’attuale Pronto soccorso.
L’intervento rappresenta un passo concreto verso un Pronto soccorso più moderno, funzionale e in grado di rispondere con maggiore efficacia ai bisogni della comunità. Ma, in questa fase, l’accesso deve avvenire esclusivamente per condizioni di reale urgenza, così da tutelare la sicurezza collettiva e garantire assistenza tempestiva ai casi più gravi.







