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La Regione accelera sul fronte dell’emergenza sanitaria per evitare vuoti di organico nei Pronto soccorso dopo la scadenza, fissata al 28 febbraio, dei contratti dei cosiddetti medici “gettonisti” impiegati nella gestione dei codici minori. L’assessorato regionale della Sanità ha messo in campo un piano articolato che combina soluzioni immediate e interventi strutturali, con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale e rafforzare in modo stabile il personale.
A guidare la strategia è Alessandra Todde, presidente della Regione e assessore ad interim alla Sanità, che ha chiarito la linea dell’esecutivo: “Siamo di fronte a un problema reale, che non può essere affrontato con interventi tampone o con il semplice rinnovo di soluzioni emergenziali. La Regione sta mettendo in campo una strategia che tiene insieme continuità assistenziale, la valorizzazione del personale e programmazione delle assunzioni in funzione degli standard, con l'obiettivo di garantire sicurezza e qualità delle cure ai cittadini e condizioni di lavoro adeguate agli operatori sanitari”.
Nel concreto, dal 1° marzo il servizio finora coperto dai medici sui codici minori verrà assicurato attraverso i professionisti già contrattualizzati per i codici maggiori, i cui accordi restano validi fino al 30 giugno. Le risorse saranno distribuite in modo flessibile, sulla base delle esigenze segnalate dalle aziende sanitarie, per evitare riduzioni dell’offerta o criticità organizzative nei reparti di emergenza.
Parallelamente partirà il percorso di rafforzamento strutturale degli organici. L’ARES Sardegna avvierà infatti il concorso pubblico per l’assunzione di 44 dirigenti medici di emergenza-urgenza, tenendo conto del fabbisogno aggiornato comunicato dalle aziende. Le tempistiche previste indicano circa due mesi per completare la procedura, con l’obiettivo di vedere i nuovi professionisti in servizio entro maggio.
Sul fronte economico, entro febbraio l’assessorato procederà anche alla ripartizione dell’indennità di Pronto soccorso prevista dal contratto nazionale per il personale sanitario, infermieristico, tecnico, della riabilitazione e per gli operatori socio-sanitari impiegati nei servizi di emergenza. Le risorse, relative alle annualità 2023, 2024 e 2025, verranno poi trasferite alle aziende per l’erogazione al personale avente diritto.
Infine, per fronteggiare eventuali carenze che non dovessero essere risolte con i canali ordinari — anche alla luce del crescente ricorso alla mobilità interaziendale — la Regione fa sapere: "Attiveremo in tempi rapidi un avviso unico regionale per attività libero-professionale. Una misura pensata per garantire una risposta coordinata e omogenea alle esigenze dei diversi territori".






