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Secondo l’Osservatorio Restworld sulle retribuzioni nel settore della ristorazione, la Sardegna è la seconda regione italiana per il valore degli stipendi offerti. In un mercato fortemente legato alla stagione turistica, le imprese affiancano alla retribuzione benefit essenziali per attrarre personale da altre aree, a partire dall’alloggio e dai pasti.
È quanto emerge da un’indagine di Restworld, piattaforma e agenzia per il lavoro specializzata nella ristorazione. L’analisi considera le offerte pubblicate nella regione da aprile 2024 all’ultimo trimestre.
Gli stipendi salgono: +11% rispetto allo scorso anno
La mediana di un lavoro a tempo pieno nelle offerte analizzate in Sardegna è di 1.850 euro netti al mese, contro i circa 1.700 euro della mediana nazionale. Nel confronto tra la scorsa estate e questa, la retribuzione media offerta è passata da 1.800 a 2.000 euro netti al mese: una crescita dell’11% in un anno, pari a circa 200 euro mensili in più.
“La crescita a doppia cifra degli stipendi offerti in Sardegna va letta insieme alla forte stagionalità del mercato. Le imprese competono non soltanto sulla retribuzione, ma anche sulla possibilità di garantire l’alloggio e rendere sostenibile la mobilità dei professionisti, soprattutto nei ruoli qualificati di cucina”, commenta Luca Lotterio, CEO e co-founder di Restworld.
I ruoli più retribuiti e quelli più difficili da trovare
Le differenze tra i ruoli restano rilevanti. La figura meglio retribuita è il cuoco capo partita, con una mediana di 2.217 euro netti al mese, oltre 200 euro in più rispetto al dato nazionale dello stesso ruolo. Seguono gli chef de rang, con 1.950 euro, mentre camerieri e aiuto cuochi si attestano a 1.600 euro. Tra il ruolo più pagato e quelli con la retribuzione più bassa tra i principali si registra quindi un divario di circa 617 euro al mese.
La difficoltà nel reperire figure qualificate si concentra soprattutto sui mestieri specializzati della cucina: il cuoco capo partita e le altre figure di brigata sono i profili più complessi da coprire.
Il turismo domina l’offerta di lavoro
Le condizioni proposte nell’ultimo trimestre riflettono la forte impronta turistica del mercato sardo. L’85% delle offerte include l’alloggio, contro il 34% a livello nazionale, mentre il 78% delle posizioni è stagionale, rispetto al 31% registrato in Italia. I pasti sono inclusi nell’80% degli annunci, il 28% richiede la conoscenza dell’inglese, sei punti sopra la media nazionale e dato più alto a livello nazionale, e il 90% prevede una settimana lavorativa di sei giorni, percentuale che supera la media nazionale del 65%.
Le offerte arrivano soprattutto da Valledoria, Marinella, Cagliari, Ingurtosu, Torre di Bari, Porto Rotondo e Cala Gonone.
Il quadro nazionale, più trasparenza e meno turni spezzati
Il focus regionale si inserisce nel quadro delineato dall’Osservatorio Restworld, basato su oltre 6.100 offerte di lavoro pubblicate fino a giugno 2026. A livello nazionale, la retribuzione mediana si attesta a 1.700 euro netti equivalenti al mese; il 40% delle offerte full time supera i 30.000 euro di RAL e il 98% propone una retribuzione superiore a 1.300 euro netti equivalenti mensili.
L’osservatorio rileva inoltre che la quota di annunci che indica lo stipendio lordo è passata dal 7% al 53% tra aprile e giugno 2026. Solo il 23% delle offerte prevede ancora il turno spezzato, mentre il 68% delle aziende propone un contratto a termine con prospettiva di stabilizzazione.
“Le imprese non competono più soltanto sullo stipendio, ma anche sulla qualità del lavoro che riescono a offrire: turni più sostenibili, maggiore trasparenza, benefit e prospettive di crescita stanno diventando strumenti sempre più importanti per attrarre e trattenere collaboratori qualificati. La direzione è quella giusta, anche se il percorso è ancora lungo”, conclude Luca Lotterio, CEO e co-founder di Restworld.






