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Approda domani davanti alla Corte costituzionale il contenzioso tra il Governo e la Regione Sardegna sulla disciplina relativa agli impianti alimentati da fonti rinnovabili e alla definizione delle aree idonee e non idonee ad accoglierli.
La Consulta discuterà in udienza pubblica il ricorso presentato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri contro la legge regionale 31 del 2025, provvedimento che ha integrato la normativa sulle aree destinate o escluse dall'installazione di impianti eolici e fotovoltaici.
La decisione dei giudici costituzionali, che arriverà dopo la camera di consiglio e potrebbe richiedere diversi giorni, è considerata rilevante per il futuro equilibrio tra Stato e Regioni nella pianificazione delle infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Secondo il Governo, la legge approvata dal Consiglio regionale determinerebbe di fatto un blocco quasi totale dei grandi impianti eolici e fotovoltaici nell'Isola, introducendo una sospensione delle autorizzazioni che configurerebbe una sorta di "moratoria mascherata".
La norma è stata approvata dopo che la stessa Corte costituzionale aveva già dichiarato illegittima la precedente legge regionale 5 del 2024, che prevedeva la sospensione per 18 mesi dei nuovi cantieri in attesa dell'individuazione delle aree idonee. In quella sentenza la Consulta aveva stabilito che le Regioni non possono interrompere in modo generalizzato i procedimenti autorizzativi.
Con la nuova disciplina, la Sardegna ha previsto che le aree non idonee vengano definite attraverso un successivo regolamento tecnico. Nel frattempo, però, risultano sospese le nuove richieste e gran parte delle procedure già avviate, una scelta che per l'Avvocatura dello Stato produce effetti analoghi a quelli della precedente moratoria.
Relatore della causa sarà il giudice Angelo Buscema.






