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Un uomo disoccupato è stato arrestato dalla Polizia di Stato di Oristano con le pesanti accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e furto aggravato di energia elettrica ai danni della rete pubblica.
L’intervento è stato condotto con il supporto delle unità cinofile dell’U.P.G.S.P., nell’ambito delle attività di contrasto al traffico di droga sul territorio.
Durante una perquisizione domiciliare effettuata nell’abitazione in uso all’indagato, gli agenti hanno scoperto circa mezzo chilo di cocaina, in parte custodita in un sacchetto termosaldato e in parte già suddivisa in dosi pronte per lo spaccio.
In casa sono state inoltre trovate anche altre sostanze stupefacenti: MDMA, marijuana e hashish. Oltre alla droga, la Polizia ha sequestrato anche materiale per il confezionamento e la pesatura, tra cui bilancini di precisione, strumenti per il taglio e involucri utilizzati per il confezionamento delle dosi.
Durante le operazioni sono stati rinvenuti circa 12.000 euro in contanti, ritenuti dagli investigatori provento dell’attività di spaccio.
L’attività investigativa ha inoltre permesso di scoprire un articolato sistema di occultamento all’interno dell’abitazione, con diverse cassette di sicurezza nascoste in più stanze, utilizzate per custodire sia la sostanza stupefacente sia il denaro. Determinante è stato anche il fiuto del cane antidroga “Piton”, che ha contribuito al ritrovamento dei nascondigli.
Nel corso dei controlli, effettuati con il supporto di tecnici della società di distribuzione elettrica, è emerso che l’immobile era alimentato tramite un allaccio abusivo diretto alla rete di e-distribuzione, realizzato per eludere il contatore dei consumi. Una situazione che ha portato anche alla contestazione del reato di furto aggravato di energia elettrica.
Alla luce degli elementi raccolti e della flagranza dei reati, l’uomo è stato accompagnato negli uffici della Questura per le procedure di rito.
Informata l’Autorità Giudiziaria competente, è stato disposto il trasferimento dell’arrestato presso la Casa di Reclusione di Oristano-Massama, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Le indagini proseguono per ricostruire l’eventuale rete di approvvigionamento e distribuzione della sostanza stupefacente sul territorio.







