Una vera e propria squisitezza da leccarsi i baffi: l'ideale con questo caldo per assaporare uno dei gusti più tipici della Sardegna: sa carapigna, il tipico sorbetto al limone preparato secondo una tecnica che affonda le sue radici nel Seicento e che sopravvive ancora oggi nel cuore della Barbagia, ad Aritzo.

Gli ingredienti sono pochi e semplici: ghiaccio, zucchero e succo di limone, e seppur sembrerebbe un dolce estivo, sa carapigna rappresenta il risultato di una lunga storia legata alla montagna, alla neve e all’ingegno degli abitanti del paese.

Una storia bellissima che nasce ad alta quota, nelle montagne di Funtana Cungiada, dove si trovano le antiche neviere, conosciute in sardo come "domos de su nie". Come riporta il sito del Comune di Aritzo, si tratta di pozzi circolari scavati nel terreno e rinforzati con muretti a secco, utilizzati per raccogliere e conservare la neve durante l’inverno, che dopo essere stata raccolta, veniva pressata all’interno delle neviere e poi isolata con strati di paglia, felci e terra, in modo da preservarla anche per mesi, fino alla prossima estate. A occuparsi di questo sistema erano i niargios, raccoglitori e custodi della neve.

Come riporta il sito Sardegna turismo, il commercio della neve tra XVII e XIX secolo rese Aritzo uno dei centri più importanti della cosiddetta "industria del freddo" in Sardegna. Ed è in questo contesto che nasce sa carapigna: un composto di acqua, zucchero e limone che veniva posto in una sorbettiera metallica, immersa in un mastello di legno riempito di ghiaccio e sale.

Come spiega Gambero Rosso, la rotazione manuale del contenitore e lo shock termico provocato dal sale permettono la trasformazione graduale del liquido in una crema ghiacciata, che viene continuamente raschiata e mescolata fino a ottenere la consistenza tipica del sorbetto.

Oggi, la produzione della carapigna è principalmente associata alle celebrazioni e alle manifestazioni locali, e il processo di preparazione viene ancora svolto manualmente, preservando così un'antica tradizione che si è tramandata attraverso i secoli.

Una tradizione che mantiene uno dei sapori più identitari della Sardegna.