Si apre un nuovo capitolo nella discussione politica all’interno della maggioranza che governa il Comune di Nuoro. Il Partito Democratico interviene pubblicamente sulla situazione che si è venuta a creare, ribadendo il proprio ruolo di forza principale della coalizione e richiamando tutti gli alleati al rispetto degli accordi politici che hanno portato alla formazione della giunta guidata dal sindaco Emiliano Fenu.

In una nota firmata dal segretario Giovanni Mossa insieme al direttivo del partito, il Partito Democratico sottolinea di essere “pienamente consapevole, in quanto prima forza della coalizione, della grande responsabilità che gli compete nel sostenere fino in fondo l’azione della maggioranza e del sindaco Emiliano Fenu”.

Il partito respinge inoltre qualsiasi ipotesi di manovre politiche interne alla coalizione: “Non appartiene al PD il ruolo di destabilizzatore della maggioranza, della quale si propone invece garante e custode”.

Al centro della vicenda c’è il confronto interno al gruppo consiliare di Sinistra Futura, dove si è aperto un conflitto politico tra il capogruppo Angelo Coda e l’assessore indicato dal partito.

Secondo il PD si tratta di una questione che deve essere risolta internamente dagli alleati: “Il Partito Democratico respinge con forza ogni ipotesi di fantapolitica secondo la quale sarebbe coinvolto nelle vicende, tutte interne al gruppo di Sinistra Futura”.

Nel comunicato il partito ribadisce di avere “già chiarito all’interno della maggioranza la propria posizione” e auspica “una rapida soluzione nel rispetto del democratico confronto interno agli alleati di Sinistra Futura”.

Il punto centrale della presa di posizione riguarda però gli equilibri politici alla base della coalizione. Il PD ricorda che, nelle trattative iniziali, era stato stabilito un principio preciso: ogni gruppo consiliare deve essere rappresentato in giunta da un proprio assessore.

“Deve esistere una correlazione diretta tra un gruppo consiliare e il suo assessore, perché il principio democratico scelto a fondamento dell’assegnazione delle deleghe era che ogni gruppo fosse rappresentato in giunta”, si legge nella nota.

Per questo motivo il partito ritiene che tale regola non possa essere derogata: “Essendo questa la pietra angolare sulla quale si è costruita l’assegnazione delle deleghe, si tratta di una regola che non può essere violata”.

Il Partito Democratico si dice comunque disponibile ad accettare un nuovo nome per l’assessorato da parte del gruppo consiliare di Sinistra Futura, purché venga indicato formalmente dal capogruppo Angelo Coda.

Diversa invece la posizione sull’ipotesi di un sostegno esterno alla maggioranza: “Non possiamo accettare la tesi di un appoggio esterno di un partito, qualsiasi esso sia, perché si tratta di una ipotesi esplicitamente esclusa nella fase delle trattative che hanno portato alla costruzione della coalizione”.

Secondo il PD, una scelta di questo tipo rimetterebbe inevitabilmente in discussione l’intero assetto politico della giunta.

“Qualora ciò dovesse accadere, verrebbero inevitabilmente messi in discussione gli accordi originari e si aprirebbe la necessità di ridefinire complessivamente gli equilibri della giunta”.

Il partito richiama infine il principio del rispetto degli accordi politici: “Pacta sunt servanda: i patti vanno rispettati. Il Partito Democratico ha sempre rispettato gli accordi e continuerà a farlo”.

La nota si chiude con un appello alla responsabilità di tutte le forze della coalizione per garantire stabilità amministrativa alla città: “Mettere in discussione questi principi significa, di fatto, tradire gli accordi che hanno dato vita alla maggioranza. Non è una strada auspicabile per una coalizione che ambisce a durare nel tempo”.