Tra Villacidro e Serramanna si fa il punto sulla stagione delle pesche appena conclusa e sulle prospettive per gli agrumi. Confagricoltura Cagliari, sulla base dei dati produttivi e delle testimonianze raccolte tra gli agricoltori, parla di un bilancio "tragico", attribuendo le difficoltà alle ondate di calore della scorsa estate e alle anomalie climatiche degli anni precedenti.

"Da giugno a oggi le piante hanno sofferto il caldo e i conseguenti attacchi degli acari che, con il ragno rosso, hanno procurato stress agli alberi e una produzione ridotta. Il ragno provoca defogliazione delle piante con conseguente riduzione della fioritura e quindi della produzione nell'annata successiva - osserva l'organizzazione agricola - Sugli agrumi causa, inoltre, una decolorazione e suberificazione della buccia con scadimento visivo, in sostanza si creano delle macchie, che portano al conseguente rifiuto del prodotto da parte dei punti vendita poiché non proponibile ai consumatori. Se nel 2024, nella cooperativa Agricoltori villacidresi che raggruppa circa 80 soci e quasi tutta la produzione non hobbista dell'area, erano stati prodotti quasi 35000 quintali di agrumi e 3159 di pesche, nel 2025 si è passati a 32000 quintali di agrumi e 3600 quintali di pesche - aggiunge - Quest'anno, invece, le pesche raccolte si aggirano sui 2000 quintali, con un calo del 40%, mentre gli agrumi, tra la produzione dell'inverno scorso e la stima fino al prossimo dicembre, dovrebbero attestarsi sui 23000 quintali, con un calo di circa il 30%. Nei due Comuni del Medio Campidano le superfici coltivate dagli agricoltori non hobbisti non raggiungono i 300 ettari di agrumi, mentre quelle dei pescheti sono di poco sopra i 70 ettari".

"Tra pesche e agrumi, il settore frutticolo sardo ha un potenziale enorme, ma soffre da anni per la mancanza di una visione strategica, aggravata dalla chiusura del Consorzio di Frutticoltura - dice il presidente di Confagricoltura Cagliari, Alessandro Abis - I nostri punti di forza restano un terreno e un microclima unici, capaci di garantire primizie straordinarie. Tuttavia, la campagna appena conclusa ci ha messo a dura prova tra temperature record e grandinate, mentre ci prepariamo ad affrontare la stagione degli agrumi. Il cambiamento climatico è una minaccia, ma anche un'opportunità per diversificare con colture tropicali come avocado e papaya. Serve un deciso cambio di passo: chiediamo un piano di sviluppo strutturato, con risorse concrete per far crescere le aziende, creare lavoro e generare ricchezza per la Sardegna".