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È una corsa contro il tempo quella in corso nel sud-ovest dell'Algeria, dove un bambino di 10 anni è intrappolato da tre giorni a circa 80 metri di profondità. Si chiama Ayoub e mercoledì 2 settembre è precipitato in un pozzo artesiano asciutto nella località di Er-Rokn, nella provincia di El Bayadh. L'allarme è scattato intorno alle 12.15.
Secondo la ricostruzione della Protezione civile, il piccolo stava passando sopra una tavola di legno che copriva l'apertura del pozzo quando la struttura ha ceduto sotto il suo peso. La cavità, realizzata in modo tradizionale, ha una profondità stimata di circa 80 metri e un diametro di appena 40 centimetri, rendendo estremamente complicato qualsiasi tentativo di discesa diretta.
Il piano per raggiungerlo
Le squadre della Protezione civile sono al lavoro ininterrottamente e hanno mobilitato mezzi pesanti, attrezzature per lo scavo e personale specializzato negli interventi in aree difficili. L'obiettivo è raggiungere la profondità alla quale si trova il bambino attraverso un percorso alternativo, evitando di intervenire direttamente nel pozzo troppo stretto e potenzialmente instabile.
Per questo motivo è stato avviato lo scavo di un pozzo parallelo. Una volta raggiunta la quota ritenuta necessaria, i soccorritori dovranno realizzare con estrema cautela un passaggio orizzontale fino alla cavità nella quale si trova Ayoub. Le operazioni procedono lentamente proprio per ridurre il rischio di cedimenti del terreno e garantire la sicurezza degli uomini impegnati nel soccorso.
La Protezione civile ha definito l'intervento in una fase avanzata, assicurando che tutte le risorse umane e materiali disponibili sono state mobilitate e che le operazioni proseguono "ininterrottamente". Nel frattempo, le autorità hanno smentito le notizie diffuse sui social secondo cui il bambino sarebbe già stato raggiunto dai soccorritori.
Sul posto resta anche una squadra medica, pronta a intervenire nel momento in cui sarà possibile raggiungere il piccolo.
La vicenda ha inevitabilmente riportato alla memoria il caso di Rayan, il bambino marocchino di cinque anni rimasto intrappolato per giorni in un pozzo nel 2022. Anche allora i soccorritori avevano scavato un tunnel parallelo per tentare di raggiungerlo, ma l'operazione si era conclusa con la morte del piccolo. Nei confini dello Stivale, invece, alla terribile vicenda legata alla morte di Alfredino Rampi.
In Algeria, intanto, la speranza resta affidata al lavoro incessante delle squadre di soccorso. Ayoub è ancora nel pozzo e l'operazione per riportarlo in superficie continua.

