Giochi, colori e una guida per i genitori al posto dei telefonini. È "A tavola senza schermi", il progetto sperimentale presentato oggi a Cagliari dalla garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza, Anna Cau, insieme alla Fipe Confcommercio Sardegna, con l'obiettivo di riportare il dialogo nei pasti in famiglia.

Per un mese, in 15 ristoranti dell'isola che hanno aderito volontariamente, le famiglie riceveranno materiale informativo, giochi e una guida su bambini e adolescenti in un mondo digitale. L'iniziativa, nata da uno scambio di idee tra la Garante e Fipe, punta a "disconnettere" i minori, che al ristorante potranno giocare, colorare e interagire con i genitori anziché guardare lo schermo.

"Anche questa piccola iniziativa può aiutare le famiglie - ha detto Cau -. Il digitale deve essere ben governato, i minori devono essere protetti dall'abuso dei dispositivi elettronici e da contenuti inadatti. I genitori devono essere consapevoli dei rischi e delle opportunità dell'uso degli strumenti tecnologici".

Il presidente di Fipe Confcommercio Emanuele Frongia ha sottolineato il ruolo dei locali: "Un ristorante è un luogo in cui ci si incontra, si parla e si condivide del tempo". Ha poi aggiunto che "il primo esempio deve arrivare da noi adulti: chiedere ai bambini di rinunciare allo schermo ha senso se siamo disposti a farlo anche noi".

Per il direttore di Confcommercio Sud Sardegna Giuseppe Scura, il carattere volontario è "un punto di forza" e "un'esperienza positiva al ristorante può diventare uno stimolo da portare anche a casa".

Preoccupato il presidente della Federazione italiana medici pediatri della Sardegna, Osama Al Jamal: "La maggior parte dei genitori non è consapevole, dobbiamo educarli alla consapevolezza dei rischi ma anche dei vantaggi della tecnologia". Non conta solo il tempo di utilizzo, ha spiegato, ma anche i contenuti: "I fenomeni di insonnia, isolamento sociale, autolesionismo sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti".