“La Regione Sardegna è disponibile a valutare ipotesi di riconversione dello stabilimento Sanac di Macchiareddu, ma non può accettare che una realtà industriale con una storia e competenze consolidate venga sostituita da un’attività che, allo stato attuale, non presenta sufficienti garanzie industriali, economiche e occupazionali. Non possiamo rimpiazzare una produzione industriale con la semplice movimentazione di rottami”. Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, nel suo intervento in occasione del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza Sanac.

La Regione ha svolto nelle ultime settimane una serie di approfondimenti sul progetto di riconversione, coinvolgendo gli enti locali e le organizzazioni sindacali e visitando direttamente lo stabilimento. Dalle prime valutazioni sono emerse forti criticità sulla sostenibilità del progetto presentato dalla società Erre Trading, che prevede un impianto per la raccolta e il trattamento di rifiuti ferrosi.

“Abbiamo analizzato la proposta con attenzione – ha spiegato Cani – e oggi non riteniamo che ci siano elementi sufficienti per considerarla un vero progetto industriale. In Sardegna esistono già numerose attività dello stesso tipo e, secondo le nostre prime valutazioni, il mercato regionale è sostanzialmente già coperto. Se per rendere economicamente sostenibile l’iniziativa fosse necessario movimentare rifiuti da oltremare e poi trasferire nuovamente il materiale trattato verso altri mercati, è evidente che occorre interrogarsi sulla sostenibilità economica e industriale dell’operazione”.

Cani ha ribadito che la Regione non assume una posizione pregiudizialmente contraria alla riconversione: “Siamo favorevoli alle riconversioni quando rappresentano una reale opportunità di rilancio. Lo abbiamo dimostrato anche in altre vertenze industriali. Ma riconvertire significa costruire una nuova prospettiva produttiva, non semplicemente cambiare la destinazione di un'area”.

Per l’assessora del Lavoro, Desirè Manca, il tema non riguarda soltanto la possibilità tecnica di realizzare un nuovo impianto, ma soprattutto quale prospettiva occupazionale si intenda costruire: “Sul passaggio dei lavoratori da Sanac alla nuova realtà imprenditoriale, la Sardegna esige chiarezza immediata su due punti: il come e il quando. Come esponente di questa Giunta lo dico chiaramente: non avvalleremo mai l'ipotesi che il nostro territorio venga trattato come discarica. La storia della nostra Isola è già segnata dal dramma di troppe aziende che hanno sfruttato la terra lasciando bonifiche mai fatte, un'eredità pesante per cui ancora oggi dobbiamo trovare le soluzioni. Non tollereremo che questo schema si ripeta. Il piano presentato traccia una rotta, ma è ancora poco esaustivo. Abbiamo la necessità urgente di un confronto basato su numeri e dati certi: la tutela dei lavoratori è fondamentale, ma deve camminare di pari passo con la tutela assoluta del nostro territorio. Studieremo il piano nel dettaglio, ma saranno proprio i fatti e i numeri a determinare la base della nostra approvazione o del nostro no”.

Un ulteriore elemento di criticità riguarda la componente ambientale del progetto e, in particolare, la previsione di una discarica a servizio dell'impianto. “La sua eventuale realizzazione all'interno di un compendio industriale, circondato da altre attività, infrastrutture e sistemi di gestione delle acque, richiede i dovuti approfondimenti e dovrà essere oggetto di ulteriori verifiche tecniche e autorizzative”, ha sottolineato Cani.

L'assessore ha quindi chiesto alla società proponente di mettere a disposizione informazioni più dettagliate sul piano industriale: “La Regione è pronta a fare la propria parte, ma chi propone di subentrare deve dimostrare concretamente che esiste una prospettiva industriale”.

Cani ha infine confermato la volontà della Regione di proseguire il confronto istituzionale con l'obiettivo di tutelare i lavoratori, salvaguardare il patrimonio industriale del sito e verificare ogni possibile soluzione in grado di garantire una prospettiva produttiva concreta e duratura per Sanac.