Scaldabagni, frigoriferi, lavatrici, biciclette, pneumatici, telai di motorini, una rete da letto, mobili da cucina e persino una vecchia automobile. È l'impressionante quantità di rifiuti recuperata questa mattina nell'area di Tuvixeddu, a Cagliari, nel corso dell'iniziativa "Puliamo il Buio", la campagna di sensibilizzazione promossa dalla Società Speleologica Italiana e da Legambiente per la tutela degli ambienti ipogei e del patrimonio sotterraneo.

L'intervento, realizzato dai volontari del Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano e di Legambiente, ha interessato il fondo di una dolina e le aree circostanti, dove sono stati rinvenuti numerosi rifiuti abbandonati, tra cui anche bottiglie di plastica e carta. All'attività hanno preso parte anche numerosi cittadini che hanno scelto di dedicare la mattinata del sabato, nel fine settimana della Giornata mondiale dell'Ambiente, alla cura di uno dei luoghi più significativi del capoluogo e dell'intera Sardegna.

L'area oggetto della bonifica custodisce infatti un importante patrimonio storico e ambientale. In cima a via Bainsizza, nelle vicinanze delle postazioni della contraerea risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, si trova una dolina dalla quale si aprono due cavità sotterranee, il cui fondo era disseminato di rifiuti. Situazioni di degrado analoghe sono state riscontrate anche nelle strutture militari e lungo la scarpata che si affaccia sul canyon di Tuvixeddu e Tuvumannu.

Proprio su questi spazi si è concentrata l'azione congiunta delle associazioni, che hanno unito le campagne "Puliamo il Buio" e "Puliamo il Mondo" con l'obiettivo di restituire decoro a un'area di grande valore storico, naturalistico e archeologico.