Allarme in Sardegna da parte di Confindustria Sardegna, che denuncia il peso crescente delle spese legate al carburante e alle aliquote dell’ETS (Emission Trading System), il sistema europeo di scambio delle emissioni applicato anche al trasporto marittimo.

"Confindustria Sardegna esprime ancora una volta fortissima preoccupazione per il crescente aumento dei costi dei trasporti marittimi delle merci, che sta duramente colpendo tutto il sistema produttivo dell'Isola. L'incremento delle aliquote dell'ETS (Emission Trading System) applicate al trasporto marittimo sta determinando degli aumenti fuori controllo dei noli marittimi, scaricati totalmente su imprese di trasporto e consumatori finali. Per le aziende sarde, che dipendono esclusivamente dai collegamenti via mare per approvvigionamenti ed esportazioni, tale aggravio costituisce un durissimo colpo alla competitività, sino a minarne la sopravvivenza". È quanto si legge in una nota di Confindustria Sardegna.

Secondo l’associazione, la concomitanza tra il caro carburante e l’aumento dei costi legati all’ETS ha prodotto un aggravio ormai superiore al 48% negli ultimi mesi. Una pressione economica che grava sulle aziende sarde, già penalizzate dalla necessità di affidarsi ai collegamenti marittimi per movimentare merci, materie prime e prodotti destinati ai mercati nazionali e internazionali.

"Il maggior costo del trasporto, con un insostenibile concomitanza di caro carburante ed ETS, si è ormai consolidato in questi ultimi mesi ben oltre il 48%; si stima che nell'ultimo triennio i maggiori costi sostenuti dalle imprese, considerando solo l'ETS marittimo, hanno superato i 150 milioni di euro l'anno. Una cifra spropositata".

A preoccupare è soprattutto la prospettiva di una perdita progressiva di competitività rispetto alle imprese del resto d’Italia e d’Europa, con ripercussioni dirette sulla tenuta delle attività produttive e sull’occupazione.

"Il rischio concreto - dichiarano Alberto Cellino e Andrea Porcu, rispettivamente presidente e direttore generale di Confindustria Sardegna - è quello di assistere alla progressiva perdita di competitività di interi comparti produttivi, con conseguenze gravissime sul piano occupazionale e sociale. Le imprese sarde non possono più continuare a sostenere costi del trasporto superiori rispetto ai concorrenti del resto d'Italia e d'Europa".

Nei giorni scorsi, l’Assessorato regionale all’Industria ha comunicato che sarà reso tempestivamente disponibile uno strumento compensativo per il caro carburante destinato al comparto estrattivo e lapideo, con risorse riferite al 2026. Confindustria Sardegna riconosce l’utilità dell’intervento e l’attenzione dimostrata dalla Regione nei confronti di un settore strategico per l’economia isolana.

Resta però aperta la questione degli altri comparti produttivi. L’associazione chiede infatti che si dia immediato seguito anche agli strumenti straordinari e compensativi per il caro carburanti destinati ad agroalimentare, trasporti e manifattura, facendo riferimento ai fondi stanziati con la manovra di integrazione al bilancio dello scorso agosto.