Si conclude oggi sabato 24 ottobre 2026, a San Nicolò d’Arcidano, il Progetto Folk “Colori, canti e suoni della nostra terra”, evento dalla durata di tre giorni, organizzato dal Gruppo Folk Arcidanese.

La manifestazione, caratterizzata da musica, canti, balli e sfilata in abito sardo, ha riunito diverse espressioni della cultura popolare della Sardegna.

L’ultimo appuntamento è in programma questa sera alle ore 19 in Piazza Roma, con il canto a chitarra di Tino Bazzoni e Gianni Denanni, accompagnati da Nino Manca alla chitarra e Davide Caddeo alla fisarmonica.

A seguire, spazio alle esibizioni dei gruppi folkloristici, presentate da Lucia Cossu. La manifestazione si concluderà con Davide Caddeo e Armonias de Ballu, per un finale all’insegna della musica e della danza tradizionale.

Il canto a chitarra rappresenta uno dei momenti centrali della serata, grazie a una forma espressiva profondamente radicata nella cultura musicale sarda, capace di custodire repertori e sonorità tramandati nel tempo.

Ma il senso della manifestazione va oltre gli spettacoli. Il progetto nasce infatti con l’intento di favorire la partecipazione della comunità e creare occasioni di incontro tra persone e realtà diverse del territorio.

"Vogliamo coinvolgere più persone possibili, far sì che la gente si avvicini alle piazze, partecipi e si appassioni. Il folklore deve essere un’occasione di condivisione, un momento in cui tutti possano sentirsi parte della festa", spiega a Sardegna Live Gigliola Zedda, presidente del Gruppo Folk Arcidanese.

Un obiettivo che guarda anche al futuro della comunità, puntando sul coinvolgimento dei più giovani e sulla possibilità di far conoscere San Nicolò d’Arcidano attraverso la sua identità culturale.

"Ci piacerebbe che queste giornate fossero anche un’occasione per far conoscere il paese attraverso visite e momenti di incontro, coinvolgendo il maggior numero possibile di persone", aggiunge Zedda.

Dopo tre giornate dedicate agli abiti tradizionali, alle arti, ai canti e alle danze, il Progetto Folk si avvia così alla conclusione con un messaggio chiaro: le tradizioni restano vive quando vengono condivise, conosciute e trasmesse alle nuove generazioni.