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Non si ferma l’onda lunga dei rincari anche nel Sud Sardegna, con famiglie e imprese in difficoltà. Ad aprile i prezzi puntano verso il 3% di aumenti rispetto allo scorso anno. E cresce la preoccupazione. Lo denuncia Confcommercio Sud Sardegna.
"Un segnale che non possiamo sottovalutare - commenta il presidente Marco Mainas- soprattutto in un territorio come il nostro, dove il potere d'acquisto delle famiglie è già messo alla prova da redditi medi più bassi rispetto ad altre aree del Paese. Il caro energia incide non solo direttamente sulle famiglie, ma anche sui costi operativi delle imprese, dal trasporto delle merci alla gestione quotidiana delle attività. Se questa tendenza dovesse proseguire, il rischio concreto è una contrazione dei consumi".
Particolarmente rilevante - registra Confcommercio- è l'aumento dei prezzi dei beni di largo consumo e dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto, che impattano direttamente sulla spesa quotidiana. Un elemento che, secondo l'associazione, può influenzare negativamente la fiducia dei consumatori. "Nel Sud Sardegna vediamo già segnali di maggiore prudenza da parte delle famiglie - prosegue Mainas - con una riduzione della spesa non essenziale e una crescente attenzione al prezzo. Questo si traduce in un rallentamento per molte attività commerciali, soprattutto nei centri più piccoli".
L'inflazione acquisita per il 2026 si attesta al 2,4%, mentre l'indice armonizzato europeo segna un più 2,9% su base annua, valori che si avvicinano alla soglia del 3% e che alimentano preoccupazioni anche in chiave futura.
"È fondamentale monitorare con attenzione l'evoluzione dei prezzi - conclude Mainas - e mettere in campo misure che sostengano sia il potere d'acquisto delle famiglie sia la competitività delle imprese locali. Senza interventi mirati, il rischio è quello di frenare ulteriormente la crescita del territorio".






