Un giovane di 17 anni di Cagliari è coinvolto nelle indagini condotte dalla Procura di Milano e dalla Procura per i minorenni. L'operazione ha portato all'obbligo di dimora per un 19enne accusato di essere il capo di una rete online composta da giovani estremisti neonazisti e antisemiti.

In totale, sono 15 le persone coinvolte nelle indagini per reati legati alla discriminazione razziale e religiosa, con l'aggravante dell'apologia della Shoah. Nove di loro sono minorenni.

Il minorenne cagliaritano deve rispondere del reato dell'articolo 604 bis secondo comma previsto per chi "istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi".

Oggi, mercoledì 22 aprile 2026, gli agenti della Digos di Cagliari, su delega della Procura per i minorenni di Milano, hanno perquisto l'abitazione del 17enne sequestrando due telefoni cellulari e altro materiale informatico. Tutto sarà inviato alla Digos di Milano per le successive verifiche.

Il nome del minorenne, come quello degli altri indagati, è saltato fuori dall'analisi delle chat di messaggistica in cui si "svolgeva un'intensa attività di propaganda di matrice neofascista, neonazista e marcatamente antisemita - spiega la polizia di Stato - che non di rado tracimava nell'aperta esaltazione degli autori di gravi attentati di matrice suprematista nonché nell'apologia della Shoah".