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Sarà una settimana decisiva per il futuro del nuovo stadio di Cagliari. Nei prossimi giorni il club rossoblù presenterà il Piano economico finanziario modificato dopo gli ultimi colloqui con l'amministrazione comunale. Mentre è fissato a mercoledì l’appuntamento con l'Uefa per monitorare i tempi di realizzazione dell'impianto in vista degli Europei.
Intanto nuovi e vecchi dubbi sullo stadio erede del Sant'Elia in un documento firmato dal consigliere comunale di Civica 2024 Giuseppe Farris. Dodici pagine indirizzate al Consiglio comunale, ma per conoscenza anche all'assessore allo Sport Giuseppe Macciotta, alla presidenza della Giunta regionale e alla Sfirs. Per Farris anche l'Europa potrebbe obiettare qualcosa a progetto e procedura. Per quanto tutto si inquadri nella legge stadi, "l'intero quadro normativo italiano sulla finanza di progetto, su cui si basa la procedura in esame, è stato oggetto di un formale procedimento di infrazione da parte della Commissione Europea e di una recente e dirimente pronuncia della Corte di Giustizia dell'Unione Europea".
E, sempre a proposito di Europa, Farris avverte che è necessaria "la massima trasparenza e una rigorosa valutazione per escludere profili di aiuto di Stato incompatibili con le norme europee". E ancora: Farris ricorda che occorre la notifica preventiva alla Commissione Europea prima dell'attuazione dell'aiuto dí stato. E che "il finanziamento regionale di 50 milioni presenta criticità".
Non solo: "Benché la proposta sia stata presentata a metà dicembre 2025, ad oggi la Giunta, sul presupposto di una propria competenza, non ha sottoposto all'esame del Consiglio Comunale alcunchè. Nel caso specifico del nuovo stadio di Cagliari, l'approvazione del progetto definitivo e del Pef spetta al Consiglio comunale" per impatto economico, interesse pubblico e diritto di superficie".
Rilievi anche sul canone di 50mila euro. "Si dovrà considerare che un canone di mercato oscilla dal 5% al 10% dei ricavi che, nel caso de quo, ammontano da 785.000/anno a 1.570.000/anno. E i mancati introiti per il Comune in 50 anni sarebbero pari a 36.750.000 (39.250.000- 2.500.000)". Sul diritto di superficie, l'esclusione dell'ipoteca, secondo Farris non cancella i rischi: "il diritto di superficie (a differenza della mera concessione d'uso), una volta concesso, apre al rischio che, in caso di inadempimento del concessionario, i suoi creditori possano avviare un'azione esecutiva idonea a sottrarre il bene alla sua funzione pubblica".








