Volare verso la Sardegna nel periodo di Pasqua sarebbe ormai un lusso per molti. I nuovi dati diffusi da Assoutenti, infatti, parlano chiaro: i prezzi dei voli nazionali sono in forte aumento rispetto allo scorso anno, con rincari che, secondo i dati, in alcuni casi sfiorano il 60%, numero che ha riacceso il dibattito sul diritto alla mobilità dei cittadini sardi, storicamente penalizzati dai costi dei collegamenti aerei.

L’analisi dell’associazione prende in esame le tariffe praticate nelle due settimane attorno alla Pasqua 2025 e 2026. In media, i prezzi crescono del 13,6%, ma è proprio sulle tratte verso le isole, Sardegna inclusa, che si registrano aumenti particolarmente significativi. Emblematico, come riportano i dati, il caso del volo da Milano Linate a Cagliari: per partire venerdì 3 aprile e tornare martedì 7 aprile si spende almeno 577 euro a passeggero. Una cifra che pesa, e non poco, sui bilanci familiari.

Non si tratta di un episodio isolato. Anche altre rotte nazionali mostrano aumenti importanti: +36% per Genova-Catania, +35% per Venezia-Brindisi, +28% per Torino-Brindisi. Ma è il dato relativo alla Sardegna a colpire maggiormente, perché si inserisce in una questione strutturale: quella della continuità territoriale.

“I prezzi dei voli stanno salendo in modo repentino e non solo per l’effetto Pasqua e la maggiore domanda da parte dei cittadini che tornano a casa durante le feste - afferma il presidente Gabriele Melluso - Come avevamo previsto nelle settimane scorse, la crisi in Medio Oriente si sta riversando sulle tariffe aeree praticate all’utenza, attraverso rincari generalizzati che risentono dei maggiori costi in capo alle compagnie: il carburante usato per i voli ha registrato infatti aumenti dell’87% in due settimane, raggiungendo il livello più alto dall’inizio della guerra in Ucraina. Costi che vengono scaricati sui consumatori finali attraverso un incremento delle tariffe aeree e che minano il diritto dei cittadini alla continuità territoriale sancito dall’art. 119 della Costituzione”.

Parole che trovano eco soprattutto in Sardegna, dove il tema della mobilità è da sempre centrale. Se per molti italiani il caro-voli rappresenta un disagio temporaneo legato alle festività, per i sardi rischia di diventare un ostacolo concreto agli spostamenti, al lavoro e agli affetti.

A rendere il quadro ancora più complesso è il contesto internazionale. La crisi in Medio Oriente, infatti, ha fatto schizzare i costi del carburante, con aumenti che si riflettono immediatamente sui prezzi dei biglietti. Un effetto domino che colpisce direttamente i consumatori.

Non mancano però alcune eccezioni: poche tratte registrano una diminuzione dei prezzi, come Milano Linate-Brindisi e Pisa-Catania (-14%), Torino-Lamezia Terme (-11%) e Pisa-Brindisi (-6,8%). Ma si tratta di casi isolati, che non compensano il trend generale al rialzo.

Il risultato? Per molti sardi tornare a casa a Pasqua potrebbe significare spendere cifre proibitive.