Si svolgerà oggi a Roma il corteo di “No Kings Italia”, una manifestazione per dire “no all'autoritarismo, no alla guerra, no al riarmo, no al genocidio e no alla repressione”. Al corteo si attendono circa 15mila partecipanti, con centinaia di pullman in arrivo nella capitale e un’attenzione altissima per la sicurezza.

Perquisita Ilaria Salis: "Italia un regime"

Fra i presenti anche l’eurodeputata di Avs Ilaria Salis, che in mattinata avrebbe ricevuto in albergo un controllo preventivo della polizia. “L’Italia è ormai un regime”, sbotta sui social.

“Questa mattina – racconta – la polizia si è presentata all’alba nella mia stanza d’albergo a Roma per un controllo preventivo durato oltre un’ora in vista della manifestazione di oggi. A quanto pare, effetto del Decreto Sicurezza”.

“Rendiamoci conto a che punto siamo arrivati con il Governo Meloni al potere – prosegue –. Viviamo già in uno Stato di polizia. Ma non dobbiamo lasciarci intimidire. Manifestare è un diritto e lo dobbiamo difendere con tutte le nostre forze”. “Ci vediamo alle 14 in Piazza della Repubblica”, conclude.

Bonelli: "Non siamo ancora Ungheria di Orban"

Le fa eco il collega di Avs, Angelo Bonelli, che scrive: “Questa mattina Ilaria Salis, nostra eurodeputata, ha denunciato di essere stata svegliata da due agenti di polizia che si sono presentati nella sua camera d’albergo a Roma per effettuare un ‘controllo preventivo’. Nonostante lei si sia qualificata subito gli agenti hanno atteso quasi un’ora prima di andare via. Si tratta di una vicenda di una gravità inaudita, ancora peggiore perché avvenuta a poche ora dalla grande manifestazione di oggi pomeriggio”.

“È inaccettabile che in Italia - prosegue Bonelli - una parlamentare sia sottoposta a controlli preventivi. Il governo Meloni ha deciso di sottoporre a controlli i parlamentari di opposizione? Non siamo ancora diventati l’Ungheria di Orban e non intendiamo diventarlo. Su questa vicenda pretendiamo parole di chiarezza dal Ministro Piantedosi”.

Questura: "Atto dovuto su segnalazione di un Paese terzo"

Sulla vicenda è arrivata anche una nota della Questura, che chiarisce: "L'attività origina, quale atto dovuto, da una segnalazione proveniente da un Paese terzo del panorama europeo, che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane". Secondo Repubblica, la richiesta di controllo sarebbe partita dalla Germania, nell'ambito del sistema di segnalazioni Schegen.

“Il personale intervenuto si è limitato a richiedere i documenti a lei e alla persona in sua compagnia - aggiunge la Questura di Roma -. Nel momento in cui il personale si è reso conto che si trattava dell'europarlamentare, ogni verifica è stata interrotta senza fare accesso alla stanza d'albergo. Pertanto nessuna perquisizione e nessuno atto è stato compiuto”.

“In nessun caso e in nessun modo l'identificazione può essere messa in correlazione con le recenti normative approvate sull'ordine pubblico - precisa -. Si esclude pertanto categoricamente - che possa essere stato un controllo preventivo effettuato in relazione alla manifestazione di oggi, bensì di un atto dovuto in base agli obblighi internazionali”.

Il controllo, ribadisce infine la Questura, “non è stata un'iniziativa della polizia italiana. L'intervento della volante è avvenuto su richiesta di un Paese estero e sulla base di un sistema di collaborazione internazionale tra forze di polizia, che è immutato da anni”.