Cagliari è stata protagonista nella puntata di MasterChef Italia andata in onda questa sera, con la prova in esterna ambientata nel capoluogo sardo e dedicata alle tradizioni culinarie dell’Isola e all’incontro tra cucina di terra e cucina di mare. Una vetrina nazionale per la Sardegna, i suoi prodotti identitari e la sua cultura gastronomica.

La puntata segna uno dei passaggi più delicati della stagione: la proclamazione della Top Ten. Gli aspiranti cuochi ancora in gara si sono confrontati con prove ad alto tasso tecnico ed emotivo, a partire dalla temuta prova di pasticceria. In Masterclass è tornato il Maestro Iginio Massari, affiancato dalla figlia Debora Massari, che hanno messo alla prova i concorrenti con una Saint Honoré alla milanese, banco di prova severissimo per precisione, tecnica e bilanciamento dei sapori. Al termine della sfida, a lasciare la cucina di MasterChef è stata Jolanda.

Subito dopo, la competizione si è spostata in Sardegna. La prova in esterna a Cagliari, registrata il 18 e 19 giugno 2025, ha reso omaggio alla cucina identitaria sarda, valorizzando materie prime e preparazioni simbolo della tradizione locale. Tra le testimonianze del territorio anche quella dello chef Luigi Pomata, volto noto della ristorazione isolana.

Ma la puntata trasmessa oggi porta con sé un significato che va oltre la competizione. Le riprese della prova in esterna, realizzate il 18 e 19 giugno 2025, hanno visto il coinvolgimento di donne che hanno indossato l'abito tradizionale di Cagliari e tra queste, anche Gaia Costa, la giovane 24anne di Tempio Pausania travolta e uccisa l’8 luglio 2025 a Porto Cervo mentre attraversava sulle strisce pedonali.

Rivederla oggi in televisione ha trasformato la puntata in un momento di grande emozione, che unisce Cagliari e la Gallura, due comunità profondamente legate alla sua storia personale e familiare. 

Gaia Costa viveva a Tempio Pausania, ma portava nel cuore due anime, quella gallurese e quella cagliaritana. Una doppia appartenenza radicata nella sua storia familiare: i nonni e la madre facevano parte del gruppo folk di Cagliari e fu proprio durante una trasferta in Cina, condivisa dal gruppo di Cagliari e da quello di Tempio, che la madre conobbe colui che sarebbe poi diventato il padre di Gaia.

Cresciuta tra tessuti ricamati, balli antichi e tradizione, Gaia indossava l’abito tradizionale con consapevolezza e amore.

La gara in esterna

A guidare le brigate sono stati Carlotta, caposquadra della brigata blu, e Teo, alla guida della brigata rossa. I concorrenti hanno cucinato per 15 chef e ristoratori provenienti da tutta la Sardegna, chiamati a giudicare piatti e interpretazioni della tradizione.

I menu proposti hanno messo al centro ingredienti simbolo dell’Isola:

• la brigata rossa ha presentato un menu creativo con pane carasau e un primo di fregola con gamberi, agnello e frutti di mare, sintesi tra terra e mare;

• la brigata blu ha puntato su un menu creativo con pane carasau e un secondo di tonno e pecorino, accostamento deciso e identitario.

A vincere è stata la brigata blu.

Come da tradizione, la brigata sconfitta è stata poi chiamata ad affrontare il Pressure Test, questa volta dedicato ai sapori lombardi, guidato dallo chef Cesare Battisti. A essere eliminata è stata Irene.