Il confronto politico sul tema sicurezza si riaccende a Cagliari: i consiglieri comunali di Fratelli d'Italia intervengono dopo la segnalata aggressione di una ragazza davanti alla stazione ferroviaria, avvenuta ieri, 3 novembre, e chiedono al sindaco Massimo Zedda di ripristinare i divieti di bivacco e accattonaggio, eliminati dal regolamento comunale nel dicembre 2025.

"Basta aggressioni, molestie e intimidazioni nelle strade di Cagliari. L’episodio di ieri, con una ragazza aggredita davanti alla stazione ferroviaria, è soltanto l’ultimo di una serie di fatti che ormai riempiono quotidianamente le pagine di cronaca. Una situazione di fronte alla quale il sindaco Massimo Zedda non può continuare a voltarsi dall’altra parte. È ora di mettere da parte le posizioni ideologiche e fare marcia indietro su una scelta politica precisa: l’eliminazione dei divieti di bivacco e accattonaggio", dichiarano i componenti del gruppo consiliare di Fratelli d'Italia.

Al centro delle contestazioni c'è la decisione del Consiglio comunale di abrogare l'articolo 7 del regolamento di sicurezza e polizia urbana, precedentemente introdotto durante l'amministrazione guidata da Paolo Truzzu.

Una scelta che gli esponenti dell'opposizione affermano di aver contestato fin dall'inizio, sostenendo la necessità di mantenere strumenti di controllo e prevenzione a disposizione della Polizia locale. Secondo i consiglieri, l'amministrazione dovrebbe riconsiderare la decisione alla luce degli episodi di cronaca e delle segnalazioni dei cittadini.

"Chiediamo al sindaco di ripristinare quei divieti e di mettere la Polizia locale nelle condizioni di svolgere pienamente il proprio lavoro, con regole chiare e strumenti efficaci. Governare significa assumersi delle responsabilità, non trincerarsi dietro scelte ideologiche anche quando la realtà ne impone una revisione. Cagliari ha bisogno di decisioni, non di giustificazioni".

La posizione di Fratelli d'Italia si inserisce nel dibattito sulle misure da adottare per garantire la sicurezza degli spazi pubblici. La precedente decisione del Consiglio comunale era stata motivata dalla maggioranza con la volontà di evitare che le condizioni di povertà e marginalità sociale venissero affrontate attraverso sanzioni, ritenendo applicabili le norme già previste dalla legislazione vigente per i comportamenti illeciti.

I consiglieri di opposizione, invece, ribadiscono la richiesta di un cambio di indirizzo da parte dell'amministrazione.

"Non sosteniamo che un regolamento possa risolvere ogni problema, ma rinunciare preventivamente a strumenti di intervento è una scelta politica della quale chi amministra la città deve assumersi la responsabilità. A Zedda ricordiamo che sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Il sindaco abbia il coraggio di riconoscere l’errore e di cambiare rotta. I cittadini non possono continuare a pagare il prezzo delle scelte ideologiche della sua maggioranza", concludono i consiglieri comunali di Fratelli d'Italia.