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Le risorse aggiuntive regionali destinate al percorso donazione-trapianto sono disponibili da dicembre 2025, ma per la USB PI Sanità la priorità resta una sola: definire prima il regolamento e solo dopo procedere alla ripartizione.
Il sindacato sollecita l’ARNAS G. Brotzu di Cagliari a completare gli atti necessari per l’erogazione dei fondi, chiedendo regole chiare, criteri trasparenti e parametri stabili per la distribuzione delle risorse. “Riconosciamo l’impegno della Direzione Aziendale che ha aperto un tavolo di discussione e di analisi – dichiara Gianfranco Angioni per USB PI SANITÀ– Ma per noi non è sufficiente. Abbiamo bisogno di atti formali: un Regolamento aziendale e criteri di pesatura chiari, stabili e trasparenti”.
Per USB Sanità non si tratta di rallentare il processo, ma di rispettarne l’ordine. “Non stiamo chiedendo di fermare nulla. Stiamo chiedendo di fare le cose nell’ordine giusto – prosegue Angioni – Prima si approva il Regolamento, si definiscono i parametri e si mettono a disposizione tutti i dati della platea dei beneficiari. Poi si prosegue subito con la ripartizione. Solo così evitiamo disparità e diamo stabilità al sistema”.
Al centro della vertenza c’è il riconoscimento del lavoro lungo tutta la filiera del trapianto: dall’individuazione del donatore alla terapia intensiva, dal procurement alla sala operatoria, fino al post-operatorio. Un sistema che coinvolge medici, infermieri, tecnici, OSS e personale di supporto.
Secondo il sindacato, le bozze finora circolate non garantirebbero un equilibrio adeguato, penalizzando in particolare il personale del comparto e chi assicura la continuità h24. Una situazione che, secondo USB, rischia di indebolire il lavoro di squadra.
La richiesta finale è di procedere con urgenza all’adozione del regolamento e alla definizione dei criteri, per poi riprendere subito il confronto e chiudere la partita in tempi rapidi. “L’obiettivo è comune: distribuire le risorse e valorizzare chi lavora – conclude Angioni – Facciamolo però con regole chiare per tutti. Solo così diamo forza al sistema trapianti della Sardegna”.






