Le alte temperature estive, a causa delle ravvicinate ondate di calore, stanno causando gravi problemi all'apicoltura in Sardegna.

Secondo le prime stime di Miele in Cooperativa, la produzione di miele in alcune aree è diminuita fino al 70% rispetto alla norma, aggravando la situazione economica delle aziende che stanno già affrontando una stagione difficile. Le temperature eccezionali degli ultimi giorni, che hanno toccato i 48 gradi, hanno colpito duramente numerose colonie d'api, portando alla morte o alla dispersione di centinaia di milioni di insetti.

"Il caldo estremo - spiega il vice presidente Francesco Caboni - provoca il deterioramento e il collasso dei favi all'interno degli alveari, compromettendo le scorte alimentari e lo sviluppo delle nuove generazioni. Anche le colonie sopravvissute risultano fortemente indebolite e potrebbero avere difficoltà nel superare l'inverno. Gli effetti si vanno a sommare a siccità e incendi che stanno colpendo diverse aree dell'isola, riducendo ulteriormente la disponibilità di nettare e polline". Per limitare le perdite, molti apicoltori stanno ricorrendo a interventi straordinari, fornendo acqua e nutrizioni supplementari agli alveari.

Alle conseguenze degli eventi climatici si aggiungono le tensioni sul mercato. Il miele proveniente da Paesi extraeuropei viene immesso a prezzi inferiori ai costi sostenuti dai produttori italiani, comprimendo ulteriormente i margini delle imprese. Per l'organizzazione occorre un intervento di sostegno per fronteggiare le perdite, ma rivolge un appello anche ai consumatori, di "scegliete miele italiano per salvare imprese, impollinatori e il futuro dell'agricoltura".