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Da inizio 2026, sono già stati registrati cento ciclisti deceduti sulle strade italiane, secondo i dati aggiornati forniti dall'Osservatorio Ciclisti Asaps-Sapidata. Solo nell'ultima settimana, sei persone si sono aggiunte a questa triste statistica, tra cui un bambino di 11 anni investito a Reggio Emilia e una ragazza di 14 anni deceduta a Lavis.
Degli oltre cento ciclisti morti dal gennaio di quest'anno, la maggior parte sono uomini (84) rispetto alle donne (16), con un numero significativo di vittime over 65 anni (41) e alcuni casi di pirateria stradale. Il mese più pericoloso è risultato essere maggio, con 24 decessi, seguito da aprile con 21 e febbraio con 18.
Nei primi cinque mesi del 2026, il numero di ciclisti deceduti è stato di 84, leggermente inferiore rispetto ai 85 registrati nello stesso periodo del 2025. L'anno precedente si era chiuso con un totale di 222 vittime, evidenziando così l'importanza di affrontare con urgenza la questione della sicurezza stradale per i ciclisti.
L'Asaps, l'associazione sostenitori e amici della polizia stradale presieduta da Giordano Biserni, rilancia l'appello "per una più attiva prudenza, con velocità e distrazione che sono i fattori di più elevata frequenza e rischio, e per un maggior rispetto verso gli utenti più deboli della strada che stanno pagando un prezzo altissimo con la perdita di numeri insopportabili di vite".








