Un intervento urgente del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per rimuovere i presidi che da giorni stanno bloccando il Sud Italia: si tratta della richiesta avanzata dalle associazioni degli autotrasportatori dell’Albo dopo l’incontro di ieri, martedì 20 ottobre 2026, a Milano con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

La mobilitazione, legata al caro carburanti e alle difficoltà economiche delle imprese del settore, continua a provocare disagi alla circolazione e preoccupazione per la distribuzione delle merci. I blocchi sono proseguiti infatti in Calabria, Puglia e Campania, mentre gli autotrasportatori siciliani hanno revocato il fermo. Le proteste stanno inoltre alimentando le preoccupazioni per le difficoltà di approvvigionamento nei supermercati, soprattutto per i prodotti alimentari freschi e deperibili, come nei giorni scorsi aveva già segnalato Confcommercio. Le conseguenze dei blocchi rischiano quindi di estendersi oltre il settore dei trasporti, coinvolgendo la distribuzione delle merci e la disponibilità dei prodotti per i consumatori.

Le organizzazioni chiedono un intervento immediato per superare una situazione che, sostengono, sta producendo conseguenze ormai insostenibili non soltanto per il comparto dell’autotrasporto, ma anche per l’intero sistema degli approvvigionamenti, con pesanti ricadute su cittadini e imprese.

"Continuare a bloccare il Paese non è più giustificabile dopo che il Governo ha riaperto il dialogo con la categoria e ha assunto impegni importanti in continuità con l'intesa di Palazzo Chigi per riconoscere liquidità immediata alle imprese di autotrasporto e individuare le misure necessarie per fronteggiare l'attuale situazione", affermano Anita, Cna/Fita, Confartigianato trasporti, Fai, Fedit, Fiap, Sna casartigiani, Confcooperative lavoro e servizi, Legacoop produzione e servizi, Unatras, Assotir.

Le associazioni sottolineano la necessità di proseguire il confronto con il Governo, ritenuto lo strumento più efficace per affrontare le difficoltà del settore e individuare soluzioni concrete all'emergenza, "Con grande senso di responsabilità verso il Paese e le aziende che rappresentano, continuano a ritenere il confronto l'unica strada possibile per affrontare con realismo l'attuale emergenza", prosegue la nota.

Nel comunicato, le associazioni contestano con fermezza le modalità della protesta, sostenendo che i blocchi stradali rischiano di danneggiare ulteriormente le stesse imprese che intendono tutelare.

"Forme di protesta con blocchi stradali e minacce che impediscono la libera circolazione di merci e persone - è scritto nella nota - non solo non producono nessun risultato per la categoria, gravemente danneggiata anche nell'immagine, ma finiscono per compromettere ulteriormente la già delicata situazione economica".