L’autotrasporto merci è pronto alla mobilitazione nazionale. Unatras denuncia il mancato confronto con il Governo e annuncia iniziative di protesta se non arriverà al più presto una convocazione per discutere le difficoltà del settore, alle prese con l’aumento dei costi di gestione, a partire dal gasolio, e con la carenza di tutele.

La situazione, secondo l’organizzazione, è ormai oltre il livello di guardia. In Puglia si registrano tensioni e blocchi autonomi, mentre in Calabria e Sicilia sono state annunciate altre iniziative nei prossimi giorni. Un quadro che, avverte Unatras, comporta anche rischi per la sicurezza e l’incolumità dei lavoratori.

“È l’espressione estrema di un malessere diffuso e non più sostenibile da parte delle imprese”, sottolinea l’associazione, che richiama l’attenzione sulle richieste già avanzate al Governo. Dopo l’incontro del 22 maggio a Palazzo Chigi, denuncia la sigla, non sarebbe ripreso il dialogo necessario a verificare i provvedimenti adottati e valutare nuove misure di sostegno.

Di fronte a quello che definisce “totale immobilismo istituzionale”, Unatras annuncia che organizzerà manifestazioni e azioni di autotutela su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è ottenere un incontro urgente con l’esecutivo ed evitare che la crisi delle imprese di autotrasporto si aggravi ulteriormente.

In assenza di una convocazione, avverte l’organizzazione, il Governo rischia di lasciare il comparto esposto a una paralisi complessiva.

AGGIORNAMENTO: Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha convocato per martedì 27 ottobre, alle ore 16, presso la sede centrale del Dicastero a Porta Pia, un incontro con le rappresentanze del settore dell'autotrasporto. All'incontro, comunica il Mit, saranno invitati a partecipare anche rappresentanti della presidenza del Consiglio dei ministri, del ministero dell'Economia e delle Finanze e del ministero delle Imprese e del Made in Italy.