Sarebbe stata ritirata la riforma della medicina territoriale che prevedeva, tramite decreto legge, l’inserimento dei medici di famiglia nelle Case di Comunità e il passaggio alla dipendenza per una parte della categoria. La decisione, secondo quanto si apprende da fonti ministeriali, sarebbe stata comunicata dal capo di gabinetto del ministero della Salute Marco Mattei agli assessori regionali alla Sanità.

Il provvedimento, che aveva già suscitato forti polemiche, dovrebbe ora essere sostituito da un diverso impianto normativo: un accordo da approvare attraverso un emendamento a un atto del governo oppure da inserire nell’atto di indirizzo della convenzione con la medicina generale, in vista del prossimo rinnovo.

Il testo, presentato dal ministro della Salute Orazio Schillaci alla Conferenza delle Regioni e successivamente rielaborato dalle stesse Regioni, non era mai stato formalmente presentato in Consiglio dei ministri. Tuttavia, era già diventato oggetto di un acceso confronto politico e sindacale, con le organizzazioni dei medici di famiglia che chiedevano un maggiore coinvolgimento nelle decisioni che li riguardano direttamente.

Nelle ultime settimane era inoltre emerso un dissenso interno alla maggioranza di centrodestra, con alcuni partiti che avevano spinto per un passo indietro, contribuendo di fatto allo stop della riforma.