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Papa Leone XIV è arrivato questa mattina a Lampedusa, dove l’aereo con a bordo il Pontefice è atterrato alle 8:54. Ad accoglierlo, tra gli altri, l’arcivescovo di Agrigento mons. Alessandro Damiano, il presidente della Regione Sicilia Renato Schifani, il prefetto Salvatore Caccamo e il sindaco di Lampedusa Filippo Mannino.
La prima tappa della visita è stata il cimitero di Cala Pisana, dove il Papa ha deposto un omaggio floreale sulle tombe di alcuni migranti morti in mare. Le sepolture sono segnate da croci realizzate con il legno delle imbarcazioni naufragate.
Successivamente Leone XIV si è recato alla Porta d’Europa, monumento simbolo dell’approdo dei migranti nel continente europeo. Qui ha incontrato una famiglia di migranti e si è fermato a lungo a osservare il mare. Durante la visita ha anche benedetto la targa dedicata a papa Francesco sul Molo Favarolo, che da oggi prenderà il nome di “Molo Francesco”, salutando poi uno a uno quindici migranti ospitati nell’hotspot dell’Isola.
Prima della messa, il Pontefice ha attraversato le strade dell’isola in Papamobile tra migliaia di fedeli radunati al campo sportivo.
“Non sono venuto a fare discorsi, ma a celebrare l'eucaristia, segno supremo della presenza di Cristo in mezzo a noi”, ha detto nel suo primo intervento pubblico, ringraziando la popolazione per l’accoglienza e ribadendo la vicinanza della Chiesa alla comunità lampedusana e ai migranti.
Nel suo discorso il Papa ha inoltre sottolineato il ruolo dell’Europa nella gestione del fenomeno migratorio, parlando della necessità di “accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti”.






