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Proseguono gli accertamenti nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Larino sui decessi di Antonella e Sara Di Vita, madre e figlia originarie di Pietracatella, in provincia di Campobasso, morte in circostanze che gli inquirenti stanno ricostruendo attraverso diverse ipotesi investigative.
L’indagine, attualmente formalmente aperta nei confronti di cinque medici, resta in fase istruttoria e non registra al momento ulteriori iscrizioni nel registro degli indagati.
Nell’ambito degli approfondimenti disposti dalla magistratura, la Procura ha ordinato l’acquisizione del telefono cellulare di Alice Di Vita, figlia e sorella delle due donne decedute. L’analisi del dispositivo rientra tra gli accertamenti tecnici irripetibili e riguarda, secondo quanto emerge dagli atti, il periodo compreso tra dicembre e aprile.
In particolare, gli investigatori hanno richiesto la copia delle comunicazioni intercorse tra Alice Di Vita e i familiari, comprese chat e messaggi con la madre Antonella e la sorella Sara, al fine di ricostruire i rapporti familiari e la sequenza delle comunicazioni nelle ore precedenti ai decessi.
L’attenzione degli inquirenti si concentra anche su eventuali conversazioni con altri parenti e conoscenti, comprese comunicazioni via social e posta elettronica, che potrebbero contribuire a delineare il contesto relazionale e temporale della vicenda.
Parallelamente, gli approfondimenti medico-legali si inseriscono in un fascicolo che ipotizza, tra le varie piste al vaglio, anche la possibilità di un avvelenamento da ricina, elemento che resta oggetto di verifica da parte degli specialisti incaricati.
La Procura prosegue le attività investigative con l’obiettivo di chiarire la dinamica dei fatti e verificare eventuali responsabilità, sia sul piano sanitario sia su altri eventuali profili ancora al vaglio degli inquirenti.





