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Il mondo della musica italiana perde uno dei suoi interpreti più raffinati, eleganti e amati di sempre. Questa mattina, nella sua storica e adorata isola di Capri, si è spento all'età di 87 anni Peppino Di Capri. Il grande cantautore, che ha attraversato e descritto oltre sessant'anni di storia del costume e della canzone del Paese, è scomparso all'interno di villa Castiglione a seguito di una lunga malattia. La notizia del decesso, che lascia un vuoto incolmabile nella cultura pop e nella tradizione partenopea, è stata diffusa online da Il Mattino. L'artista lascia i figli Igor, nato dal primo matrimonio con Roberta Stoppa, ed Edoardo e Dario, nati dalle seconde nozze con Giuliana Gagliardi, scomparsa nel 2019.
Nato a Capri il 27 luglio 1939, l'artista ha manifestato un talento musicale straordinariamente precoce, respirato all'interno di una famiglia di musicisti che spaziava dal nonno, membro della banda locale, al padre, titolare di un negozio di strumenti e polistrumentista. Ad appena quattro anni, durante le convulse fasi della Seconda guerra mondiale, il piccolo Giuseppe si esibiva già al pianoforte davanti alle truppe americane stanziate sull'Isola. Dopo aver intrapreso gli studi classici di pianoforte a sei anni, a quattordici iniziò a suonare stabilmente nei night club di Capri e Ischia nel "Duo Caprese" insieme all'amico Ettore Falconieri, debuttando anche sul piccolo schermo nel programma "Primo applauso" guidato da Enzo Tortora. Alla fine degli anni Cinquanta, la nascita del gruppo dei "Capri Boys" – poi diventato celebre come "Peppino Di Capri e i suoi Rockers" – segnò una vera rivoluzione: su intuizione della casa discografica Carisch e del chitarrista Mario Cenci, Giuseppe cambiò il proprio nome d'arte omaggiando la sua terra natale e portando in Italia un sound del tutto inedito, capace di fondere la melodia napoletana con il rock'n'roll americano e il twist.
Da quel momento la sua carriera ha inanellato una serie impressionante di successi entrati di diritto nella memoria collettiva e transgenerazionale di milioni di italiani. Peppino Di Capri è stato un protagonista assoluto del Festival di Sanremo, al quale ha preso parte per ben quindici volte, conquistando la vittoria in due storiche occasioni: nel 1973 con il brano "Un grande amore e niente più" e nel 1976 con "Non lo faccio più". A questi trionfi si aggiungono una vittoria al Festival della Canzone Napoletana nel 1970 con "Me chiamme ammore", nove partecipazioni a Canzonissima e la fondazione, nel 1995, del Trio Melody insieme a Gigi Proietti e Stefano Palatresi. Canzoni senza tempo come "Roberta" (dedicata alla prima moglie), "St Tropez twist", "Luna caprese", "E mo' e mo'", "Il sognatore" e, soprattutto, l'immortale "Champagne" – vera e propria colonna sonora delle feste e dei balli di intere generazioni – lo hanno consacrato come un crooner di caratura internazionale.
Nel maggio del 2005, per i suoi altissimi meriti artistici e culturali, era stato insignito del titolo di Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana dall'allora Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi. L'estate scorsa, in quello che oggi risuona come un commovente regalo d'addio al suo pubblico, Peppino era apparso a sorpresa sul palco della sua isola, raccogliendo una standing ovation interminabile e cantando un'ultima volta i suoi cavalli di battaglia accompagnato dai Capri Rockers, la band capitanata dal figlio Edoardo Faiella.






