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La tradizione incontra i popoli del mondo in una serata che, da oltre trenta edizioni, trasforma Monti in un crocevia di culture, musica e identità. Venerdì 17 luglio il centro gallurese ospiterà la 31ª edizione del Festival Folk Internazionale "Ballos de Triulas", un appuntamento capace di unire il patrimonio folkloristico della Sardegna con le espressioni popolari provenienti dai cinque continenti.
IL PROGRAMMA
L'evento, organizzato dal Gruppo Folk San Paolo di Monti, prenderà il via alle 19 con la tradizionale parata per le vie del paese, alla quale parteciperanno i gruppi ospiti internazionali, le coppie in costume provenienti da numerosi centri della Sardegna e la suggestiva presenza degli Urthos e Buttudos di Fonni, tra le maschere più rappresentative del Carnevale barbaricino.
Il cuore della manifestazione sarà però, come da tradizione, l'Anfiteatro comunale, dove dalle 21.30 prenderanno il via le esibizioni. Sul palco saliranno artisti provenienti da Isola di Pasqua, Messico, Colombia e Ucraina, affiancati da alcune tra le più apprezzate realtà del folklore isolano.
A rappresentare i Paesi ospiti saranno l'Agrupación Cultural “Mana Ma'ohi” dell'Isola di Pasqua, il Folk Dance Ensemble “Volynjanka” dall'Ucraina, la Compañía Artística “Danzar” dalla Colombia e il Grupo Folklórico “Winik Isik Ak'ot” dal Messico, pronti a portare sul palco costumi tradizionali, musiche e danze che raccontano la storia e l'identità delle rispettive comunità.
Accanto agli ospiti internazionali si esibiranno anche il Gruppo Folk Pro Loco di Gavoi, Sos Cambales di Irgoli e il Gruppo Folk e Minifolk San Paolo di Monti, in una serata che metterà in dialogo le tradizioni della Sardegna con quelle di culture lontane ma accomunate dal valore della memoria popolare. A presentare lo spettacolo sarà Roberto Tangianu.
SCAMBIO INTERCULTURALE
Giunto alla 31ª edizione, il Festival Folk Internazionale conferma così la propria vocazione: fare di Monti un luogo di incontro e di amicizia tra i popoli, dove il folklore diventa linguaggio universale e occasione di scambio culturale, mantenendo viva una manifestazione che negli anni è diventata un punto di riferimento nel panorama delle rassegne etnografiche della Sardegna. Lo ribadisce Francesco Fresu, presidente del Gruppo Folk organizzatore e direttore artistico cella manifestazione: "Ciò che mi rende orgoglioso è il fatto che negli anni i rapporti con persone provenienti da tutto il mondo rimangano integri", afferma.
"Grazie al festival - racconta - ho instaurato bellissime amicizie, dal Paraguay alla Colombia, dalla Serbia fino addirittura alla Siberia. E' la cosa più gratificante. E anche il pubblico ama queste cose: non è frequente vedere gruppi e culture provenienti da latitudini così remote: è ciò che rende speciale l'evento".
Una traccia di continuità: "La 31esima edizione rappresenta un traguardo significativo. Ma ci proiettiamo anche verso il futuro con la nascita del gruppo minifolk, che spero possa portare avanti il progetto dei balli tradizionali, ma anche del festival che abbiamo così tanto a cuore", conclude.



