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L'aula del Senato, Roma, 20 gennaio 2021. ANSA/ETTORE FERRARI
Via libera dell'Aula del Senato alla riforma della legge elettorale, approvata con 113 voti favorevoli. Il testo prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza per chi raggiunge almeno il 42% e preferenze, mantenendo però i capilista bloccati. È lo Stabilicum, come lo definisce la maggioranza, o il Melonellum secondo le opposizioni, atteso ora dall'ultimo passaggio alla Camera.
Per il presidente del Senato Ignazio La Russa è un "grande passo avanti", mentre la ministra delle Riforme Elisabetta Casellati si dice "ottimista" e non vede "nessuno scoglio" a Montecitorio. L'approvazione è prevista entro metà ottobre, ma resta da definire la strategia del governo, compresa l'eventuale scelta di porre la fiducia sui quattro articoli modificati.
Il voto in Senato è stato accompagnato da un duro scontro politico. Il capogruppo M5s Luca Pirondini ha mostrato un fac-simile della scheda con la scritta 'Fratelli di casta', mentre dopo il voto le opposizioni hanno esposto cartelli con la frase 'No alla legge truffa'. Matteo Renzi ha accusato la maggioranza di aver scritto una legge "per paura di perdere". Francesco Boccia ha contestato il premio, sostenendo: "Avete previsto che il 42% possa far scattare un premio fino a 70 deputati e 35 senatori, ma che idea di democrazia è?", accusando inoltre il centrodestra di voler "cacciare le donne dal Parlamento".
Il centrodestra difende invece la riforma. Andrea Paganella rivendica la "chiarezza sulla proposta politica delle coalizioni prima del voto", mentre Roberto Rosso parla di "un punto di equilibrio serio e costituzionalmente sostenibile". L'Udc festeggia soprattutto l'introduzione delle preferenze.
Ora l'attenzione si sposta alla Camera, dove l'approdo in Aula è previsto per il 28 settembre. Gli eventuali emendamenti potranno riguardare soltanto le parti modificate al Senato. Sulle firme, Casellati precisa: "Al momento non mi risulta" che il governo stia lavorando a un decreto.






