Quello che doveva essere un banale spuntino notturno tra amici ha rischiato di distruggere uno dei patrimoni naturalistici più preziosi dell'intera Toscana. I Carabinieri della Stazione di Grassina hanno identificato e denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze quattro ragazzi, tutti minorenni, ritenuti i presunti responsabili del grave incendio che, nella notte tra il 20 e il 21 giugno, ha colpito il leccio monumentale di via di Belmonte a Bagno a Ripoli.

L'esemplare arboreo ultrasecolare, che sorge all'interno di una proprietà della Misericordia di Firenze, è un vero e proprio monumento naturale iscritto nel Registro regionale degli Alberi Monumentali della Toscana per il suo eccezionale valore storico, paesaggistico e ambientale.

L'allarme era scattato nel cuore della notte in seguito alle segnalazioni di alcuni cittadini che avevano notato fumo e bagliori sospetti provenire dall'area boschiva. Sul posto erano intervenuti d'urgenza i Vigili del Fuoco e i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Firenze, che avevano accertato una grave combustione in atto, concentrata soprattutto all'interno della cavità del tronco, una delle porzioni più delicate e sensibili di una pianta così antica. Fortunatamente, i successivi sopralluoghi tecnici eseguiti il 24 giugno da consulenti agronomici hanno escluso danni irreversibili: il leccio conserva complessivamente buone condizioni vegetative e non presenta criticità strutturali tali da comprometterne la stabilità o la sopravvivenza, anche se gli esperti hanno raccomandato un monitoraggio continuo nel tempo.

Le indagini, condotte dai militari di Grassina con il supporto del Nucleo Carabinieri Forestale e della Sezione Investigazioni Scientifiche di Firenze, sono partite da un minuzioso esame della scena circostante. Attorno al tronco sono stati rinvenuti contenitori di bevande, confezioni alimentari, residui di cibo e tracce di cenere. L'elemento di svolta assoluto è stato il ritrovamento di uno scontrino fiscale emesso da un supermercato della zona, i cui articoli acquistati coincidevano perfettamente con i resti dei prodotti consumati sul posto. L'analisi incrociata dei filmati dei sistemi di videosorveglianza dell'esercizio commerciale e di un'azienda situata lungo il percorso verso il bosco ha permesso agli investigatori di individuare i quattro giovanissimi mentre si dirigevano verso l'albero con le borse della spesa.

Identificati e convocati in caserma, i quattro minorenni hanno ammesso le proprie responsabilità ricostruendo i dettagli della vicenda. I ragazzi hanno raccontato di aver acceso un piccolo fuoco ai piedi del leccio utilizzando un accendino e alcuni rami secchi raccolti sul posto per cuocere dei wurstel comprati poco prima. Accortisi dell'improvviso aumento delle fiamme, i giovani avevano tentato di domare il rogo versando l'acqua in loro possesso e calpestando le braci. Convinti erroneamente di aver spento del tutto il focolaio, si erano poi allontanati senza avvisare i soccorsi e senza informare nessuno dell'accaduto.

Le perizie agronomiche hanno chiarito che proprio la particolare struttura interna del legno antico ha permesso alla combustione di continuare a covare lentamente e in modo invisibile all'interno della cavità, riemergendo sotto forma di fumo e fiamme solo diverse ore dopo. I quattro ragazzi sono stati segnalati alla Procura dei Minori per le ipotesi di reato di distruzione, deterioramento o deturpamento di beni culturali o paesaggistici, danneggiamento seguito da incendio e violazione di domicilio. Nel frattempo, per tutelare il sito e monitorare la ripresa della pianta, l'area circostante il leccio è stata delimitata con nastri e cartelli di divieto, ed è stata installata una rete di fototrappole per prevenire nuovi accessi non autorizzati.