Si pensava che niente potesse cambiare e invece si è dimostrato che le cose potevano cambiare” e “non è detto che non possa superarsi anche questo altro grande tabù, quello di avere un Presidente della Repubblica che non è di centrosinistra”. Sono alcune delle dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite della trasmissione '10 minuti' in onda su Rete 4.

Nel corso dell’intervista, la premier ha sottolineato come si tratti di “una cosa banalissima, cioè che chi non è di sinistra non è un figlio di un dio minore, ha gli stessi diritti degli altri, valeva per la presidenza del consiglio dei ministri, per la possibilità di governare e” potrà valere “per la presidenza della Repubblica, ma decideranno gli italiani”, commentando anche l’ipotesi definita “terribile” da Nicola Porro di un capo dello Stato espressione del centrodestra. Meloni ha osservato che una simile lettura sarebbe “terribile, ma per un certo establishment, che esiste esiste...”.

Sui rapporti internazionali, la presidente del Consiglio ha rivendicato la propria posizione: “Non sono antiamericana oggi non ero inginocchiata ieri, sono una persona che crede che l'Occidente sia più forte unito e ha lavorato per questo. Poi i rapporti solidi si fondano sulla franchezza, sono una persona franca oggi lo ero ieri”.

Riguardo alla polemica con il segretario della Nato Mark Rutte, Meloni ha spiegato che “il segretario della Nato è stato molto approssimativo, dopo di che quel numero è più basso dell'analogo numero di tutti quelli” che ci sono stati “negli anni precedenti e rientrano nelle normali attività delle basi: abbiamo autorizzato ciò che era previsto negli accordi e che non è cinetico cioè offensivo”. Ha poi aggiunto: “È una informazione che può essere male interpretata come lo è stata anche dalle autorità iraniane, bisogna essere più cauti”.

Sul fronte interno, parlando del centrodestra e di Roberto Vannacci, ha dichiarato: “Non so che dirle: non mi pare ci sia grande differenza tra lui e gli altri partiti di opposizione: votano come la sinistra, parlano contro di noi tutto il giorno. Non vedo differenza, ne predo atto”.

Infine, sul piano casa, la premier ha indicato una prospettiva di lungo periodo: “ci vuole tempo, ci siamo dati dieci anni ma confido che prima della fine della legislatura già si vedrà che il progetto va avanti”.