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Dalla manifestazione alla guerriglia. È degenerata in violenti scontri la marcia No Tav andata in scena oggi in Val di Susa, dove il corteo si è trasformato in un lungo confronto tra l'ala più radicale del movimento e le forze dell'ordine impegnate nella difesa dei cantieri dell'alta velocità.
Le tensioni si sono concentrate inizialmente nei pressi del cantiere di San Didero, dove alcune centinaia di attivisti hanno lanciato pietre e bombe carta contro gli agenti. La risposta è arrivata con lacrimogeni, mentre poco dopo un secondo fronte di scontro si è aperto al cantiere della Torino-Lione di Chiomonte.
Qui gruppi di antagonisti, vestiti di nero e con il volto coperto da caschi e maschere antigas, hanno tentato di raggiungere l'area del cantiere da più direzioni. Durante gli assalti sono state danneggiate alcune barriere New Jersey e incendiate due camionette dei carabinieri, mentre contro le forze dell'ordine sono stati lanciati pietre, bombe carta e altri oggetti. Gli agenti hanno risposto utilizzando anche idranti, riuscendo a respingere gli assalti dopo circa un'ora.
Secondo gli organizzatori, alla manifestazione hanno preso parte circa 20mila persone. Il corteo, denominato "Marcia verso i cantieri della devastazione", era partito nel primo pomeriggio da Venaus, in Val Cenischia. Poco prima degli scontri, oltre 500 militanti dell'area antagonista si erano radunati al presidio dei Mulini, storico punto di ritrovo del movimento No Tav.
Nel corso della giornata le forze dell'ordine hanno inoltre bloccato un centinaio di manifestanti tra due corsi d'acqua e fermato un altro gruppo più numeroso a Bruzolo, tra San Didero e Bussoleno, per impedirne l'avvicinamento ai cantieri.
Il bilancio provvisorio parla di circa 60 appartenenti alle forze dell'ordine feriti, anche se il numero potrebbe aumentare nelle prossime ore. A renderlo noto è stato Domenico Pianese, segretario generale del Coisp, secondo cui durante gli scontri sarebbero stati incendiati quattro mezzi delle forze dell'ordine.
Ferma la condanna del mondo politico. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato: "Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell'Ordine non sta difendendo un'idea, sta attaccando lo Stato". Dello stesso tenore il commento del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha definito quanto accaduto una "guerriglia vergognosa".
Le violenze hanno avuto pesanti ripercussioni anche sulla viabilità. La concessionaria Sitaf ha disposto la chiusura dell'autostrada A32 Torino-Bardonecchia tra gli svincoli di Oulx e Susa Est per motivi di ordine pubblico. Al termine degli scontri, gli antagonisti si sono ritirati nei boschi dai quali erano arrivati. Secondo quanto emerso, alcuni avrebbero abbandonato lungo il percorso gli indumenti scuri e i caschi utilizzati durante gli assalti.
Già prima della manifestazione il dispositivo di sicurezza era stato rafforzato. Alla stazione di Bardonecchia le forze dell'ordine avevano sequestrato fionde, razzi, biglie, petardi e fuochi d'artificio. Inoltre, alla vigilia del corteo, il prefetto di Torino Donato Cafagna aveva disposto limitazioni e divieti per ragioni di sicurezza, mentre il questore Massimo Gambino aveva emesso 14 provvedimenti tra Daspo urbani e fogli di via nei confronti di altrettante persone.








