Nel 2010, c'erano circa 40.000 rom e sinti distribuiti in 260 "campi rom" in Italia. Tuttavia, nel 2025 si è assistito a un significativo calo, con meno di 100 insediamenti monoetnici e poco più di 10.000 individui presenti, segnando una diminuzione storica.

I dati provengono dal "Cento campi", il rapporto annuale pubblicato da Associazione 21 luglio che analizza la situazione delle comunità rom e sinte nel paese.

Nel corso dell'ultimo anno, sono stati sgomberati cinque insediamenti rom: due baraccopoli a via Guerra, 26 nel comune di Asti ed ex Polveriera nel comune di Reggio Calabria, due macroaree a Mira di Marco nel comune di Rovereto e via delle Tagliate nel comune di Lucca, e un centro di raccolta a Ex Rossi Sud nel comune di Latina. Inoltre, è in corso il trasferimento degli abitanti di una baraccopoli a Napoli, Cupa Perillo a Scampia, verso alloggi convenzionali.

D'altra parte, sono state intraprese azioni per superare 13 insediamenti, di cui 4 macroaree e 9 baraccopoli. A queste si aggiungono 4 macroaree a Prato, dove lo sgombero avviato nel 2024 è stato temporaneamente interrotto a causa della nomina di un commissario nella città toscana.

Secondo Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio, "come mezzo secolo fa abbiamo assistito con la legge Basaglia alla fine del sistema manicomiale, così oggi, anche grazie al modello MA.REA. stiamo smantellando il 'sistema campi rom' che per anni ha rappresentato l'espressione architettonica di una discriminazione di Stato nei confronti delle comunità rom e sinte presenti nel nostro Paese. Occorre continuare a lavorare in particolar modo sull'area Metropolitana di Napoli, dove le condizioni sono più complesse, i numeri più alti, le difficoltà delle amministrazioni locali più evidenti". Qui, conclude, "si concentrerà nei prossimi anni il nostro sforzo per considerare tramontato il ciclo storico che, con l'arrivo di profughi dell'ex Jugoslavia, negli anni Novanta, ha condotto alla creazione di dispositivi abitativi discriminatori, costosi e lesivi dei diritti umani quali sono stati e sono tuttora i 'campi rom'".