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In Italia ogni anno circa 230mila persone muoiono per infarto, scompenso cardiaco e ictus, con una parte dei decessi che avviene prima dei 70 anni. Secondo i cardiologi, però, una quota significativa degli eventi cardiovascolari può essere prevenuta intervenendo sui principali fattori di rischio. Tra le misure più importanti c’è l’addio al fumo: già a un anno dalla cessazione il rischio si dimezza.
In vista della Giornata Mondiale del Cuore, in programma il 29 settembre, i cardiologi richiamano l’attenzione sulla prevenzione. "Circa l'80% degli eventi cardiaci però - spiega Furio Colivicchi, presidente della Fondazione Anmco per il Tuo Cuore e direttore della Cardiologia dell'Ospedale San Filippo Neri di Roma - può essere evitato modificando i principali fattori di rischio attraverso scelte quotidiane concrete e intervenendo, quando richiesto, con le terapie. Oggi disponiamo di farmaci straordinariamente efficaci in grado di azzerare fattori di rischio come il colesterolo cattivo' e ipertensione".
"L'Italia vanta oggi terapie post-evento molto efficaci che hanno portato a una netta riduzione della mortalità dopo l'infarto. La vera sfida - aggiunge Massimo Grimaldi, presidente dell'Anmco e direttore della Cardiologia dell'Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti (BA) - è giocare d'anticipo: questo pemette di trattare le malattie con maggior successo o, ancor meglio, prevenirne l'insorgenza".
Dal 28 settembre al 4 ottobre, oltre 150 ospedali del network Bollino Rosa parteciperanno alla (H) Open Week di Fondazione Onda sulle malattie cardiovascolari, con visite e colloqui gratuiti, quest’anno dedicati in particolare alle cardiomiopatie.
Tra le cinque regole indicate dalla Fondazione per il Tuo Cuore dell’Anmco figurano smettere di fumare, praticare almeno 150 minuti settimanali di attività aerobica moderata, seguire un’alimentazione mediterranea limitando il sale, controllare pressione, colesterolo e glicemia e sottoporsi allo screening di base con elettrocardiogramma a riposo.






