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Sono più di 150 le perquisizioni della Polizia tra Milano, Monza e altre 20 città, principalmente in Lombardia, nell’ambito delle attività investigative legate ai disordini verificatisi durante il fine settimana scorso. Le operazioni si svolgono in una giornata, quella di oggi, sabato 24 ottobre 2026, in cui sono previste decine di manifestazioni in tutta Italia, con particolare attenzione alle città del Centro-Nord.
Secondo quanto riferito dal Tg1, sarebbe stato inoltre individuato il presunto ideatore della pagina Instagram Movimento 17 ottobre: si tratterebbe di un trentenne italiano di seconda generazione, di origini palestinesi, formalmente residente in provincia di Brescia. Secondo il Tg1, il giovane si troverebbe attualmente in Questura a Milano per essere interrogato, mentre sono in corso perquisizioni in un’abitazione alla periferia del capoluogo lombardo. Sarebbe un attivista dei movimenti pro-Pal e un giornalista freelance che collabora con un quotidiano nazionale.
Piantedosi: "Pronti a fronteggiare qualsiasi manifestazione"
In vista delle iniziative previste nella giornata odierna, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato il rafforzamento dei dispositivi di sicurezza nelle città considerate più sensibili.
"Oggi è una giornata che si preannuncia un po' complicata. Ci sono preavvisi di manifestazioni che possono riguardare diverse città, in prevalenza da Roma in su, ma noi siamo pronti a fronteggiare qualsiasi manifestazione che dovesse presentarsi ovunque". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, nel suo intervento all'evento 'Cultura e democrazia' a Napoli. "Abbiamo messo in campo dispositivi delle forze dell'ordine di rinforzo, - ha aggiunto - nelle città più sensibili".
L’obiettivo è prevenire nuovi episodi di violenza e garantire lo svolgimento delle manifestazioni nel rispetto della sicurezza pubblica.
Il capo della Polizia: "Fondamentale la prevenzione"
Sull’importanza delle attività preventive è intervenuto anche il capo della Polizia, Vittorio Pisani, che ha sottolineato il ruolo del lavoro svolto dalle forze dell’ordine prima e durante le manifestazioni pubbliche.
"Il lavoro della prevenzione, un lavoro silenzioso fatto da migliaia di donne e di uomini" per "evitare che una minaccia si concretizzi realmente, evitare che una manifestazione pubblica possa degenerare". Lo ha detto il capo della polizia Vittorio Pisani, in un'intervista a Virman Cusenza per 'Gli Invisibili - Il potere che non si vede', il nuovo spazio di Sky TG24, parlando di un aspetto del suo lavoro che ritiene varrebbe la pena che i cittadini conoscessero meglio.
"Faccio degli esempi - aggiunge - il divieto di ingresso in Schengen che ogni anno emettiamo nei confronti di migliaia di soggetti pericolosi per evitare che facciano ingresso nel territorio dell'Unione Europea, tutto il lavoro di dialogo che viene svolto preventivamente con gli organizzatori di una manifestazione per consentire ai cittadini di poter manifestare pacificamente la loro libertà di pensiero".
L’Anm: "La repressione da sola non basta"
Accanto alle attività investigative e alle misure di sicurezza, si apre il dibattito sulle cause dei disordini e sulle strategie più efficaci per contrastare il disagio giovanile.
A intervenire è stato il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Tango, che ha condannato gli episodi di violenza e vandalismo, invitando tuttavia a non limitare la risposta delle istituzioni alla sola repressione.
"Fermo restando la condanna agli atti vandalici, di violenza di devastazione e la solidarietà agli agenti feriti vale la pena interrogarsi però sulle cause e sulle strategie di contrasto che, per essere davvero efficaci, non possono passare solo dalla repressione. Pretendere di rispondere al disagio giovanile e alla sua complessità semplicemente con l'inasperimento di pene, contrazione delle garanzie, illusione delle carceri è abbastanza miope e soprattutto non porta alla risoluzione del problema" ha detto il presidente dell'Anm Giuseppe Tango a margine del consiglio direttivo dell'Associazione dei magistrati.
"Occorre un lavoro sinergico tra scuole, famiglie, terzo settore, istituzioni - ha aggiunto -. Questa non è una partita che la magistratura, le forze dell'ordine da sole possono mai vincere".
Le indagini proseguono, mentre l’attenzione delle autorità resta alta in vista delle manifestazioni previste in tutta Italia. Il nodo, oltre all’individuazione delle responsabilità per i disordini del fine settimana scorso, rimane quello di garantire il diritto a manifestare pacificamente, prevenendo nuovi episodi di violenza.










