Bere un semplice caffè al bar costa sempre di più in Italia, dove un espresso viene pagato in media 1,29 euro, 25 centesimi in più rispetto al 2021, con un aumento complessivo del 24,2% in appena cinque anni.

A fotografare l'andamento dei prezzi è il Centro di formazione e ricerca sui consumi che, in collaborazione con Assoutenti, ha realizzato un nuovo studio sui costi della tazzina, analizzando i rincari registrati nel corso del 2026 sulla base dei dati ufficiali del Mimit raccolti nelle diverse province italiane.

L'aumento, tuttavia, non è uniforme lungo la Penisola. Il prezzo dell'espresso varia sensibilmente da una città all'altra, con Bolzano al vertice della classifica dei rincari: qui una tazzina costa mediamente 1,51 euro.

Sul fronte opposto si trova invece Messina, dove il prezzo medio dell'espresso si ferma a 1,06 euro, risultando così la città più economica tra quelle analizzate.

Ma per il caffè si profila anche un nuovo possibile fattore di pressione sui prezzi. Le esportazioni di caffè colombiano stanno infatti subendo una grave interruzione logistica a causa del terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito il Paese, con possibili ripercussioni sulla disponibilità e sui costi della materia prima.

A incidere sui prezzi praticati dai bar, però, non è soltanto il costo del caffè. Gli esercenti devono fare i conti anche con l'aumento delle spese legate alla gestione delle attività.

"Alla base degli aumenti registrati nei bar ci sono altri fattori, come il rialzo dei costi energetici e di gestione in capo agli esercenti, che vengono poi scaricati sui prezzi finali al consumatore", avverte il presidente del comitato scientifico del Crc, Furio Truzzi.

Il risultato è una tazzina che, nel giro di pochi anni, è diventata sensibilmente più pesante per il portafoglio degli italiani. E con le nuove tensioni sul mercato internazionale del caffè, il rischio è che la corsa dei prezzi non sia ancora arrivata al capolinea.