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I pescatori e le aziende della filiera ittica associate all’Associazione Nazionale Città del Mare lanciano un appello urgente al governo, chiedendo un intervento tempestivo per affrontare i danni causati dall’inaspettato e ingiustificato aumento del costo del carburante, che ha nuovamente colpito le flotte italiane, aggravando una situazione già precaria. Questo avviene in un contesto di difficoltà per il settore, con la lunga sospensione delle attività fino a fine novembre da parte dell’Unione Europea e l’introduzione di varie restrizioni.
L’aumento dei prezzi minaccia infatti di bloccare le imbarcazioni nei porti, mettendo ulteriormente a rischio la pesca professionale che sta già attraversando una fase molto difficile.
“È evidente – afferma il presidente nazionale dell’Unci AgroAlimentare, Gennaro Scognamiglio – che ancora una volta, c’è chi sta approfittando degli avvenimenti geopolitici per speculare su lavoratori, cittadini e piccole imprese. La guerra in Medioriente chiaramente avrà ricadute su produzione, distribuzione e quotazioni di mercato del petrolio e dei derivati, che nelle transazioni hanno già subìto degli aumenti, ma non è possibile che subito dopo il primo giorno di conflitto si sia già registrato un aumento dei costi del gasolio e dei carburanti in generale ai distributori. Anche le scorte, che certamente ci sono, sono state quindi gravate di un sovraccarico, che nel giro di poco tempo procede vorticosamente al rialzo, colpendo le attività della pesca.
Chiediamo pertanto ai rappresentanti del governo nazionale, a cominciare dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, dal sottosegretario di Stato, Patrizio La Pietra, e dalla Direzione generale della Pesca, che hanno sempre mostrato una concreta attenzione per le istanze e i problemi del comparto, di verificare e controllare attraverso la Guardia di Finanza le dinamiche speculative in atto e porre un freno agli aumenti fuori controllo del gasolio. Chiediamo inoltre al governo di supportare in questa fase di difficoltà e di emergenza la Pesca, attraverso un meccanismo di credito di imposta”.
“Insieme ai nostri pescatori – conclude Scognamiglio – e alle cooperative Unci sollecitiamo tutti gli operatori e l’intera categoria a mobilitarsi, anche attraverso piccoli gesti simbolici, per chiedere al Ministero di intervenire con determinazione, inviando ad esempio una cartolina o un email. Una cartolina per lavorare e per vivere”.





