Un centinaio di manifestanti ha fatto irruzione nella sede de La Stampa in via Lugaro a Torino, approfittando dell’assenza del personale impegnato nello sciopero nazionale per il rinnovo del contratto. Una frangia del corteo, quella più radicale, si è staccata dal gruppo principale raggiungendo l’edificio nel primo pomeriggio: letame contro i cancelli, muri imbrattati e minacce, mentre alcuni sono riusciti a forzare due ingressi secondari. Una decina di persone è entrata nella redazione rovesciando libri e giornali e lasciando scritte come «Fuck Stampa», «Free Shahin» e «Giornalista terrorista, sei il primo della lista». L’episodio è stato definito dal quotidiano stesso “un attacco gravissimo all’informazione, soprattutto per la coincidenza con lo sciopero dei giornalisti. «Non abbiamo paura. Siamo giornalisti. E continueremo a fare il nostro lavoro senza farci intimidire», ha ribadito la redazione.

La reazione delle istituzioni è stata immediata. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di «solidarietà» e «ferma condanna», mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha telefonato al direttore Andrea Malaguti definendo l’irruzione «un fatto gravissimo che merita la più assoluta condanna» e richiamando la necessità di «una risposta unanime». Vicinanza espressa anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa, dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi — che ha parlato di azione «gravissima e del tutto inaccettabile» annunciando verifiche — e dal sindaco di Torino Stefano Lo Russo, che ha ricordato come l’assalto colpisca «un simbolo della libera informazione».

Solidarietà è arrivata anche dalla segretaria del Pd Elly Schlein e dal presidente del M5S Giuseppe Conte. Ordine dei Giornalisti, Fnsi e Associazione Stampa Subalpina hanno definito l’episodio «inaccettabile», denunciando «atti intimidatori e violenti» che «riportano indietro le lancette del tempo» e chiedendo maggiore vigilanza intorno alle redazioni. Al momento risultano identificate una trentina di persone dell’area antagonista torinese.