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Una fatalità che poteva costare tanto, anzi tutto: Yael Trepy ha lottato per diverse ore fra la vita e la morte dopo aver rischiato di annegare in piscina. Ore di angoscia e preghiere per un giovane dal futuro radioso. La notizia più bella è arrivata ieri, quando dall'ospedale Santissima Annunziata di Sassari, dove è stato tempestivamente ricoverato in terapia intensiva, hanno fatto sapere che il calciatore del Cagliari aveva ripreso coscienza, fortunatamente senza gravi conseguenze.
In casa rossoblu è tornato il sorriso dopo la grande preoccupazione, e oggi il presidente Giulini è andato insieme al tecnico Pisacane a visitare il ragazzo. E' stato poi il patron, in conferenza stampa, a chiarire esattamente la dinamica dell'episodio che ha coinvolto il suo giocatore: "La mamma di Trepy mi ha detto che il ragazzo non ricordava nulla - spiega -. Pensava di aver avuto un incidente in auto".
"La dinamica? Si è addormentato al sole per due-tre ore, col telefono sul petto. Yael era nella parte più bassa della piscina ed è scivolato in quella in cui non toccava. Non sapendo nuotare, immagino che sia subentrato anche il panico, complice l'insolazione. Lo hanno trovato a pancia in giù", racconta Giulini.
"Lui rigurgitava acqua ed era privo di conoscenza. I soccorsi tempestivi sono stati fondamentali per togliere tantissima acqua dai polmoni e per ossigenarlo intubandolo. Rischiare di perderlo per un incidente così sciocco in piscina è stato qualcosa di pauroso", conclude. Un momento di relax e spensieratezza che si è improvvisamente trasformato in un incubo e che, se non fosse stato per l'efficienza dei soccorsi, sarebbe divenuto una tragedia difficile da digerire. Ma il peggio sembra essere passato: torna presto, Yael!






