Si accende il dibattito politico sul trasferimento di detenuti in regime di 41-bis nelle carceri in Sardegna, in particolare a Badu ’e Carros. Dopo la visita nell’Isola del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, le dichiarazioni del deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda hanno innescato la replica del senatore del Partito democratico Marco Meloni.

"Pensavamo che la destra sarda, dopo le dichiarazioni del coordinatore regionale di Forza Italia Pittalis e l’astensione in Consiglio regionale sulla mozione contro il trasferimento in massa dei detenuti in regime di 41bis in Sardegna, avesse, pur timidamente, scelto di far prevalere l’interesse della nostra terra su quello della propria parte politica - ha affermato Meloni attraverso una nota -. Siamo stati presto smentiti: la visita in Sardegna del sottosegretario Delmastro Delle Vedove ha ricondotto tutti, certamente gli esponenti di Fratelli d’Italia, all’ordine. Così l’onorevole Salvatore Deidda ci spiega con entusiasmo degno di miglior causa che la Sardegna sarà più sicura, e che il sottosegretario, del resto già condannato per violazione del segreto d’ufficio, ha rivelato che 'nessun mafioso' verrà trasferito in Sardegna".

"Evviva! - prosegue Meloni - verranno solo bravissime persone, condannate al carcere duro, immagino, per la loro specchiata condotta. Viene poi accolta con festanti squilli di tromba la notizia che ‘solo’ 67 detenuti in 41-bis saranno trasferiti nel carcere di Badu ‘e Carros. Dunque, in sintesi, in pochissimi mesi il governo di Giorgia Meloni costringerà la Sardegna a ospitare oltre 250 detenuti pericolosissimi, contro i circa 100 attualmente presenti. È un dato sconvolgente: in Sardegna ci sarà un terzo dei detenuti più pericolosi d’Italia. E, se non verrà rapidamente approvata la mia proposta di legge - presentata nello stesso testo anche da Pittalis - che cancella l’assurda, insensata e ingiusta 'preferenza insulare' per i 41-bis (fu introdotta nel 2009 dalla destra, col voto in Parlamento anche di Giorgia Meloni), questo flusso non avrà interruzione. Il destino della Sardegna come Isola-carcere sarà segnato. Spero che Deidda non si voglia macchiare anche della responsabilità di dire no a questa proposta. In ogni caso, la notizia è solo una: su un fatto così sconvolgente per la Sardegna, la destra è platealmente divisa".

Dal canto suo, Deidda ha sostenuto che la Sardegna sarà più sicura e ha riferito che, secondo quanto comunicato dal sottosegretario, "nessun mafioso" verrà trasferito nell’Isola.

"Cala il sipario sul teatrino della 'Sardegna servitù penitenziaria'. Fin dall'inizio abbiamo provato a spiegare la verità dei numeri e quanto fosse strumentale l'allarme lanciato dalla Giunta regionale, per tramite di un'assessora delegata dalla presidente Todde, sulla questione del 41bis. Le chiarissime parole del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro hanno finalmente messo la parola fine a una campagna di disinformazione e procurato allarme", ha dichiarato il deputato di Fratelli d'Italia.

"Il Sottosegretario Delmastro ha spiegato in modo inequivocabile, pur nel rispetto della necessaria riservatezza per ragioni di sicurezza, che nessun boss mafioso arriverà in Sardegna. Viene così smontata pezzo per pezzo la narrazione allarmistica creata ad arte. La verità dei fatti, che qualcuno ha finto di non capire - ha detto ancora il parlamentare - è che l'istituto di Nuoro, la cui destinazione ai 41 bis fu decisa dall'allora ministro 5 Stelle Bonafede e dal Governo Conte, non solo non vedrà l'arrivo di centinaia di mafiosi, ma sarà destinato a soli 67 detenuti in regime speciale. Anzi, la gestione del Governo ha permesso di trasferire via dalla Sardegna ben 125 detenuti di alta sicurezza, alleggerendo il carico sui nostri istituti. Negli altri penitenziari dell'isola, i detenuti al 41 bis già previsti dai precedenti governi saranno ospitati in reparti dedicati, senza alcuna commistione con la restante popolazione carceraria".