Si accende lo scontro interno al Partito Sardo d’Azione. Il Presidente del Psd’Az, Antonio Moro, ha trasmesso una formale e dettagliata nota di risposta al Segretario nazionale Christian Solinas in merito alla richiesta da quest'ultimo avanzata per la convocazione di un congresso straordinario dei sardisti.

Nella nota, Moro chiarisce che la richiesta avanzata dal Segretario non può essere accolta in via automatica sulla base della sola comunicazione ricevuta, ma deve essere sottoposta a una puntuale verifica statutaria e regolamentare. Il Presidente richiama in particolare l’articolo 17 dello Statuto, secondo cui la richiesta di convocazione del congresso straordinario da parte delle sezioni deve essere espressa con delibera assembleare. Per questa ragione, Moro chiede la trasmissione, da parte delle sezioni interessate, della documentazione formale relativa a ciascuna sezione indicata: convocazione dell’assemblea, verbale, deliberazione adottata e ogni altro atto utile a verificarne la validità.

Contestualmente, Moro ritiene indispensabile acquisire l’elenco aggiornato degli iscritti aventi diritto per il 2026, delle sezioni regolarmente costituite e della loro consistenza associativa, al fine di accertare l’effettivo raggiungimento della maggioranza richiesta dallo Statuto.

Nella risposta viene inoltre richiamato l’articolo 19 dello Statuto, che attribuisce al Presidente del Consiglio nazionale la competenza alla convocazione del congresso ordinario e straordinario e lo individua come primo garante dell’unità del Partito. In tale ruolo, Moro sottolinea il proprio dovere di verificare preliminarmente la regolarità del procedimento e la sussistenza di tutti i presupposti richiesti.

La nota evidenzia anche la presenza di criticità organizzative ancora aperte all’interno del Partito, con riferimento sia agli organismi statutari non costituiti o non pienamente operativi, sia alla necessità di definire con certezza la composizione degli organismi competenti.

Moro richiama infine il Regolamento per lo svolgimento del Congresso nazionale, osservando che la convocazione del congresso non si esaurisce in un atto formale, ma prevede una articolata serie di adempimenti preliminari e organizzativi, incompatibili con qualsiasi lettura semplificata o automatica della procedura di convocazione.

Alla luce di queste considerazioni, il Presidente del Consiglio nazionale ha richiesto formalmente al Segretario nazionale l’immediata trasmissione dell’elenco dei componenti aventi diritto del Consiglio nazionale, dell’elenco degli iscritti per l’anno 2026, dell’elenco delle sezioni regolarmente costituite per l’anno 2026, di ogni altra documentazione utile a comprovare la validità delle richieste eventualmente avanzate dalle sezioni.

La posizione espressa da Moro è netta: “Nessuno mette in discussione la centralità del congresso quale sede sovrana del Partito, ma un passaggio politico così rilevante non può svolgersi in assenza di certezze sugli aventi diritto, sulle strutture legittimate e sul rispetto pieno, compiuto e verificabile delle regole statutarie”.