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Il caso è chiuso, almeno in Parlamento. La proposta di legge sulle aree della Difesa, che nelle ultime settimane aveva sollevato un coro unanime di critiche in tutta la Sardegna, è stata ufficialmente ritirata oggi. Il testo, presentato dalla deputata di Fratelli d’Italia Maria Paola Chiesa, mirava a ridefinire competenze e ambiti delle zone utilizzate dai militari, ma aveva scatenato forti timori per la tutela del paesaggio e dell’ambiente sardo.
A dare l'annuncio dello stop definitivo è stato Francesco Mura, deputato di FdI e coordinatore regionale del partito. “La proposta di legge oggetto del dibattito viene ritirata – afferma – È una scelta chiara, netta e coerente con i principi che da sempre guidano l’azione di Fratelli d’Italia. Il bene ambientale della Sardegna viene prima di ogni altra esigenza. Senza ambiguità”.
“La voce del territorio rappresenta per noi un faro imprescindibile, dal quale nessuno può e deve discostarsi, soprattutto quando si affrontano temi delicati come la tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico, che non ha certo bisogno di essere raccontato, ma di essere difeso con serietà e responsabilità” prosegue il deputato sardo di FdI.
“La decisione di ritirare la proposta dimostra nei fatti ciò che altri provano a raccontare con parole: noi scegliamo sempre l’interesse della Sardegna – rimarca Mura – A nome dei parlamentari sardi di Fratelli d’Italia, ringrazio il capogruppo Galeazzo Bignami per aver assunto questa decisione, confermando ancora una volta attenzione, sensibilità e rispetto verso le istanze dei territori”.
Proprio nella giornata di oggi era intervenuta duramente la presidente della Regione, Alessandra Todde. “Denunciamo con forza l'ennesimo tentativo di colpire la Sardegna attraverso un provvedimento, sostenuto da una parlamentare di Fdi, che rischia di ridimensionare in modo significativo le competenze regionali in materia ambientale, soprattutto nei territori interessati da servitù militari. Qualsiasi iniziativa legislativa che punti a depotenziare le competenze regionali non può essere accettata” aveva dichiarato.
“La proposta in discussione – aveva aggiunto Todde - rappresenta un tentativo di aggirare i nostri strumenti di pianificazione e di ridurre la capacità della Regione di esercitare le proprie prerogative costituzionali. Non possiamo accettare un disegno politico che accentra poteri decisionali a discapito dei territori, riducendo il ruolo delle Regioni nella gestione e nel controllo del proprio territorio. Più volte abbiamo dichiarato che i beni non più utilizzati per funzioni statali devono tornare nella disponibilità della Regione e non possono essere trasformate in zone franche sottratte a ogni pianificazione, né tantomeno destinate a usi diversi eludendo le normative regionali. Contrasteremo ogni norma che possa indebolire l'autonomia speciale - conclude la presidente della Regione - e compromettere la tutela ambientale della Sardegna perché, di fronte a interventi che minano le nostre competenze fondamentali, non smetteremo di far valere le nostre ragioni”.






