Matteo Renzi ha presentato oggi, sabato 17 gennaio, a Milano il suo nuovo progetto politico, una “nuova Margherita 4.0”, definita dall’ex premier di Italia Viva come una realtà al cui centro ci saranno i sindaci e “chi non crede più nello stare in questo Pd”.

Come riportato dalla giornalista di Ansa, Michela Nana, l’ex premier ha parlato dal palco dell’assemblea nazionale del partito, alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova, l’ex eurodeputato Pd Pietro Bartolo, che ha deciso di aderire al progetto, e la deputata Dem Marianna Madia.

Renzi ha sottolineato la necessità di unire le forze e superare le divisioni: “Se ci perderemo in mille sigle, rivoli, veti, tatticismi, non riusciremo a spuntarla e non sapremo dare all’Italia il futuro che merita” ed è quindi “per vincere questa sfida che ho deciso di aderire al progetto di Casa riformista”, ha spiegato Bartolo. Madia, presente in sala, ha commentato: “Sono venuta ad ascoltare. Ho trovato molto condivisibile la relazione di Renzi”.

Il leader di Iv, sempre come informa la giornalista Nana, ha chiamato a raccolta quanti vogliono “allargare le porte” del centrosinistra, con l’obiettivo di costruire una coalizione in grado di vincere le elezioni nazionali del 2027 e contrastare un governo che, secondo Renzi, “sta impoverendo l’Italia”. Il progetto si richiama idealmente alla Democrazia è Libertà del 2002, che aveva unito cattolici, democratici, liberali e riformisti.

Non sono mancati riferimenti al Pd, che ha recentemente inaugurato la campagna elettorale per le comunali di Milano parlando di “discontinuità”, tema sul quale Renzi ha commentato: “Chi chiede discontinuità a Milano la chiede rispetto a un centrosinistra che vince. La discontinuità a Milano di cognome fa Salvini e quindi chi ne parla gli fa un regalo”.

Guardando al 2027, Renzi ha ribadito l’importanza di un centrosinistra unito: “Nel 2027 si vota per le elezioni politiche: o vince la Meloni o vince il centrosinistra. Io credo che non ci sia nessuno nel centrosinistra, né tra i centristi né tra la sinistra radicale, che si possa permettere il lusso di mettersi a litigare per perdere”.

Riguardo al centrodestra, l’ex premier ha indicato possibili segnali di instabilità: “Lo state sottovalutando, perché nel momento in cui il generale rompe con la Lega, allora la Lega e la destra i voti rischiano di perderli, quando c’è qualcosa che nasce all’estrema destra. Questo potrebbe portare via almeno tre punti”, ha affermato.

Dal palco, come riporta Michela Nana, Renzi ha difeso anche il sindaco Sala: “Chi chiede discontinuità a Milano la chiede rispetto a un centrosinistra che vince” e ha concluso sottolineando l’impegno richiesto a chi aderisce al progetto: “Chi entra non sta alla finestra, viene a dare una mano, ha voglia di fare”.

Il sindaco di Milano ha ringraziato l’ex premier: “Grazie per lo sforzo che avete fatto in questi anni per tenere insieme il centrosinistra”, ha detto Sala, confermando la volontà di continuare a sostenere un soggetto moderato a sinistra.