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Il Reddito di Studio (REST), proposta di legge mirata a sostenere gli studenti della Sardegna nel loro percorso formativo, è stata approvata all'unanimità dal Consiglio Regionale.
L'iniziativa, promossa da Sinistra Futura, si propone di affrontare le sfide economiche che impediscono ancora l'accesso all'istruzione e influenzano i tassi di istruzione, specialmente nelle zone rurali e nei contesti svantaggiati dal punto di vista socio-economico.
“Il provvedimento si inserisce in un quadro storico in cui la Sardegna registra, da tempo, criticità legate alla dispersione scolastica, alla mobilità forzata dei giovani e a un tasso di disoccupazione giovanile superiore alla media nazionale. Il Reddito di Studio rappresenta quindi un passo significativo nel tentativo di garantire maggiori opportunità formative, favorire l’inclusione e supportare la costruzione di competenze utili all’ingresso nel mondo del lavoro”, afferma Luca Pizzuto, capogruppo di Sinistra Futura e primo firmatario della legge.
La nuova misura prevede un aiuto finanziario mirato per coloro che si trovano senza lavoro e socialmente emarginati, con l'intento di offrire loro un'opportunità di formazione adeguata per garantire prospettive lavorative future. La Regione Sardegna seguirà da vicino l'evoluzione dell'iniziativa tramite dati sia quantitativi che qualitativi, al fine di valutarne l'efficacia e apportare eventuali modifiche per le fasi successive.
“L’attuazione del Reddito di Studio punta, inoltre, a contribuire a un cambiamento strutturale: migliorare l’accesso all’istruzione significa rafforzare il capitale umano dell’isola, ridurre le disuguaglianze e offrire a giovani e adulti strumenti concreti per costruire il proprio futuro all’interno del territorio”, spiega Paola Casula, consigliera regionale di Sinistra Futura.





