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Si è svolto a Cagliari nel pomeriggio di oggi, martedì 3 febbraio, il primo Tavolo della pesca, presieduto dall’assessore regionale dell’Agricoltura Francesco Agus, segnando l’avvio di un confronto strutturato con le Associazioni di categoria e i Flag (Gruppi di azione locale del settore pesca), focalizzato sulle principali criticità del comparto della pesca e dell’acquacoltura, due settori strategici per l’economia regionale e oggi particolarmente esposti alle trasformazioni ambientali in atto.
Durante l'incontro, l'attenzione è stata principalmente focalizzata sui danni causati dal ciclone Harry, che ha colpito pesantemente diverse attività produttive nella scorsa settimana, evidenziando la vulnerabilità del settore di fronte a eventi estremi.“La pesca e l’acquacoltura – evidenzia l’assessore Agus - sono settori che più di altri risentono del cambiamento climatico, sono più esposti a rischi e a problemi”. Una vulnerabilità che, come evidenziato dall’assessore, non è più riconducibile a singoli episodi emergenziali, ma si inserisce in un quadro più ampio di cambiamenti strutturali. “Lo abbiamo sperimentato con i danni del ciclone Harry, che ha danneggiato diverse produzioni – aggiunge – e lo sperimentiamo ogni giorno perché l’innalzamento della temperatura del mare e l’introduzione nel Mediterraneo di specie alloctone, come il granchio blu e altre, stanno creando problemi concreti alle imprese”.
Al centro della discussione sono state poste le priorità del settore e le azioni da intraprendere durante le situazioni di emergenza, con un dibattito approfondito sui problemi legati alla compensazione economica. In particolare, è stato discusso il tema dei danni provocati dai cormorani, per i quali la Regione ha confermato la sua disponibilità ad agire, “Grazie agli approfondimenti compiuti – rassicura Agus - la Regione sta individuando le soluzioni per venire incontro alle richieste del comparto”.
Durante il Tavolo è stato discusso anche il ruolo della nuova programmazione del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA), descritta come un importante strumento, sebbene non possa affrontare da sola le sfide attuali.“Abbiamo gli strumenti della programmazione europea – sottolinea l’assessore – ma dobbiamo anche capire come intervenire con metodi innovativi per fronteggiare una situazione in divenire, nella quale gli strumenti del passato potrebbero non essere sufficienti. L’obiettivo – conclude l’assessore Agus - è mantenere vivo un settore che ha grandi margini di sviluppo, accompagnandolo in una fase di cambiamento profondo con scelte coraggiose, condivise e all’altezza delle nuove sfide ambientali ed economiche”.







