La Giunta regionale della Sardegna ha deliberato l’estensione dello stato di emergenza già dichiarato lo scorso 22 gennaio, ampliandone sia la durata sia l’ambito territoriale. Il provvedimento, proposto dalla presidente Alessandra Todde e condiviso con l’assessora della Difesa dell’Ambiente e delegata alla Protezione civile Rosanna Laconi, riguarda ora anche i comuni della Sardegna settentrionale e occidentale colpiti dagli eventi meteorologici tra l’11 e il 16 febbraio 2026.

La decisione è motivata, si legge nella delibera, “dal peggioramento del quadro meteorologico e idrogeologico successivo al ciclone Harry, aggravato da ulteriori episodi di maltempo che hanno determinato diffuse condizioni di criticità su scala regionale, con fenomeni di dissesto, erosione e cedimenti che hanno interessato infrastrutture, centri abitati e territori rurali”.

Particolarmente significativo, secondo quanto evidenziato, è stato anche l’impatto del ciclone “Oriana”, che ha interessato aree inizialmente non coinvolte, con raffiche di maestrale superiori ai 180 km/h e precipitazioni persistenti che hanno ulteriormente aggravato la situazione dei suoli già saturi.

“Con questa delibera si consolida un assetto operativo unitario e pienamente proporzionato alla scala degli eventi, assicurando ai territori e ai sindaci un quadro di intervento omogeneo, certo e immediatamente attivabile - spiega Laconi - Non è una mera estensione, ma un adeguamento necessario per garantire continuità, efficacia e tempestività dell’azione pubblica nella gestione di un’emergenza ormai a carattere diffuso e sistemico”.

L’estensione dello stato di emergenza consentirà l’applicazione degli strumenti straordinari già attivati in seguito al ciclone Harry, inclusa la possibilità di intervenire attraverso ordinanze di Protezione civile anche in deroga alla normativa regionale vigente, nel rispetto dei principi dell’ordinamento e della normativa europea e statale.

La delibera affida inoltre alla direzione generale della Protezione civile il compito di delimitare con precisione le aree coinvolte e di quantificare i fabbisogni finanziari, anche in vista della richiesta al Governo del riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale.